
Graziano Bertugli
Spettabile Direttore,
mi rivolgo a Lei per rispondere ad un articolo apparso sul suo editoriale nel numero di marzo 2004 nella 3° pagina ad opera di Ugo Beneventi in relazione all’inquinamento ambientale.
Mi presento, sono Bertugli Graziano, consigliere di maggioranza del comune di Palagano, presente in Consiglio Comunale per la 2° legislatura consecutiva ed iscritto da molti anni prima alla Sinistra Giovanile, poi al PCI, PDS e ora ai DS dall’età di 15 anni. Ho letto con attenzione l’articolo di presentazione in 1° pagina intitolato “Il coraggio delle proprie idee”, la lettera inviata dal Sig. Beneventi e vorrei precisare alcune cose.
Senza entrare nel merito del dibattito sull’argomento trattato (inquinamento ambientale) ritengo che il ragionamento di Beneventi sia da condividere nella modalità riferita al confronto come mezzo di risoluzione dei problemi, qualsiasi essi siano, perchè solo con l’informazione pluralista, conoscibile e di accesso democratico, (problema annoso riscontrato anche a livello nazionale tra il governo e i cittadini, intesi come forze organizzate o singoli detentori di diritti fondamentali su cui si riversa la patologica situazione personale di uomini di governo nel loro conflitto di interessi), si può venire finalmente a capo di situazioni che vengono lasciate depositare nel limbo dell’indifferenza, ma che periodicamente si risvegliano provocando disagi alimentati da vecchie ruggini trascinate senza risoluzione per decenni.
Si parlava di minacce, paure che possano implicare alcune ricerche di dialogo, cose che posso assicurare non sono lontane dalla realtà, ma che vanno prese come debolezze intrinseche del carattere di alcune persone e che denotano purtroppo una carenza di fiducia verso questo metodo di confronto. Esse hanno proprio paura di perdere ciò che pensano di avere come proprio e stabilizzato, ma, invece, agendo così dimostrano di essere chiusi ai mutevoli e repentini cambiamenti della nostra società. Non si deve seguire l’onda per forza, ma non si deve nemmeno a mio avviso, arroccarsi sul bastione di un improbabile castello medioevale perchè nessuno ha intenzione di conquistare la reggia, ma vorrebbe vivere su questo territorio nel modo migliore cioè senza nessun assoggettamento “volontario” o di imperio di tipo tradizionalista. Questo è il mondo libero, democratico, condivisibile e condiviso senza nessuna repubblica autonoma di chicchessia riconosciuta all’interno del Comune; tutto naturalmente nel rispetto delle opinioni altrui sempre che siano vere e verificabili.
A riguardo della mancata presenza della maggioranza all’incontro promosso dalla capogruppo di minoranza Gazzetti tengo a precisare che il sottoscritto era presente, che è intervenuto per chiedere delucidazioni all’Assessore Provinciale all’Ambiente Giovannelli Ferruccio, appartenente ai DS di Sassuolo sul problema dello spandimento dei liquami.
Ricordo che un importante esponente di questa maggioranza ha sostenuto più volte che “chi è assente ha sempre torto”. Questo non fu mai tanto vero come in questa situazione, nella quale, essendo presente, ho potuto constatare di persona e non “per sentito dire o per comunicazione di propaganda successiva” quanto è stato detto, quanto è stato l’interesse prestato dalle persone e i ragionamenti elaborati dai partecipanti nonchè l’impatto iniziale e la convinzione finale degli stessi riguardo ai loro convincimenti e punti di vista iniziali. L’importante è parlarne. Sono sicuro, che alla fine della seduta, molti hanno cercato di guardare le cose da un punto di vista più ampio, mettendo in discussione alcune certezze che come tali sono venute a mancare soprattutto per mancanza di riscontro con le informazioni su cui erano fondate.
Come si vede il ragionamento è il più forte mezzo di risoluzione dei problemi. Forse è mancato il coraggio di prendere iniziative per incontri come quello, dove comunque partecipando si potevano ribadire le proprie posizioni, motivandole e chiarendole.
Un’occasione mancata? Non da me comunque! Quindi non da tutta la maggioranza!
L’augurio? Prevenire è meglio che curare.


