Bruno Ricchi da tempo sta lavorando al ricordo di quei palaganesi che hanno lasciato una loro traccia, un ricordo, che sono stati “dei personaggi” e che non sono più tra noi.
Bruno scrive in “ottava rima” e, spesso, anche in forma un po’ arcaica, mettendo in evidenza per ogni personaggio quel tratto caratteristico, importante, curioso per i quali il ricordo rimane vivo anche dopo molti anni dalla scomparsa.

O spirito che doni fantasia
dammi di scrivere una gran ballata
d’eventi e storie della gente mia
passati del Dragon nella vallata
sicchè ognuno leggendo la dovria
non obliare tanta gente amata
e portarla nel cuore fino al giorno
che nel “bel loco” più faria ritorno.
Non stupite, pertanto, voi lettori
sui tempi e modi di quei personaggi
che dal libro del tempo usciran fuori
sia di remoti oppur freschi passaggi
di costume, politica ed amori
perchè non vado a ricercar vantaggi
ma col vivo desio dell’imparziale
che scrive il ben, senza tacere il male!
Del Bel Paese scrisse già Gaetano (1)
che all’alpestre Fiumalbo facèa il prete
e d’umorismo schietto non invano
Palagano inondò, che n’avea sete;
tosto cessò il dileggio, a mano a mano
che raggiunte qui fur ambite mete
e più d’uno trovossi nello stato
che… andato per suonare, fu suonato!
Lami Giuseppe da Montemolino
saggio ed anziano con qualche mania
lesse la storia e si fè paladino
per dare a Palagano autonomia
di separarci da Montefiorino (2)
con forza e fede ne indicò la via
ma non vide il traguardo, triste sorte,
perchè pria del Comune ebbe la morte.
Alto, deciso, il piglio risoluto
Ottavio Piacentini (3) il nostro sarto
scarse parole ma ben pronto e astuto
a scuola di cucito dette il parto
a tante giovani fornì l’aiuto
ma perse il figlio Cesare d’infarto.
Riconoscenti siamo ancora adesso
perchè pose un mattone di progresso!
Al più bel borgo antico, Boccassuolo,
fu prevosto il Canonico Don Sola
benvoluto e fedele al proprio ruolo
dalla chiesa a… Mingucci fece spola,
e per San Rocco formulò, lui solo,
la cronistoria che paréa una fola
stampando per i posteri un “santino”
su peste, castagneti, Duca e… vino. (4)
Emilio Salvatori delle Borre
che mangiava anche pecore e serpenti
all’altare maggior parea una torre
cantando di quaresima i lamenti
abitava giù in fondo, dove scorre
il Dragone “che fè tremar le genti”.
Fra le strane di lui narrate imprese
manco il “boletus satana” l’offese! (5)
Dell’Istituto fu la contadina
Suor Scolastica, gran lavoratrice
con due vacche di razza “bruna-alpina”
e l’orto ed il maial per appendice
in fretta l’orazion alla mattina
poi… la zappa e il sudor che benedice.
Al suon della campana, il Mattutino
meglio affrontava con un… salamino!
Note
(1) “Gaetano”, don Gaetano (Tanino) Nizzi (1873-1917), autore del poemeto eroicomico “Palaganeide”.
(2) Lami Giuseppe (1879-1957) fu il principale fautore della ricostituzione del comune di Palagano (insieme al dr. Neri e a Bacchini). Palagano fu costituito comune il 23 dicembre 1957. Lami Giuseppe morì prima di vedere realizzato il suo sogno.
(3) Piacentini Ottavio (1896-1961), palaganese. Di professione sarto istituì il primo corso di cucito per ragazze.
(4) Don Gaetano Sola (1894-1972) dal 1927 parroco di Boccassuolo. Redasse un “santino” dedicato a S. Rocco diventato famoso per i contenuti e la forma grammaticale alquanto bizzarri.
(5) Emilio Salvatori (1881, 1965), di Palagano. Personaggio particolare di cui si narra si cibasse di ogni sorta di animali selvatici e funghi. Si prestava a cantare con voce possente quaresimali e uffici funebri.
(6) Suor Scolastica (1898-1970), dal 1937 suora a Palagano. Curava la stalla ed i terreni del convento.
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