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LA BALLATA DELLA VALLE: ELIO GIOVANNI BERNARDI, EZIO PACCHIARINI.

Bruno Ricchi da tempo sta lavorando al ricordo di quei palaganesi che hanno lasciato una loro traccia, un ricordo, che sono stati “dei personaggi” e che non sono più tra noi.
Bruno scrive in “ottava rima” e, spesso, anche in forma un po’ arcaica, mettendo in evidenza per ogni personaggio quel tratto caratteristico, importante, curioso per i quali il ricordo rimane vivo anche dopo molti anni dalla scomparsa.

La LUNA nuova, Aprile 2017.

Giovanni Elio Bernardi (1) alto e possente
da Boccassuol si mosse, or son tant’anni
col bagaglio di questa dura gente
che oppone sacrificio ai suoi malanni
un solo desiderio nella mente
togliere la famiglia dagli affanni
e dai “Cinghi” la beffa del destino
al “Gennargentu” lo portò vicino!

Di Boccassuolo, Ezio Pacchiarini (2)
dai tratti buoni semplici e discreti
d’empatia e d’umorismo coi vicini
nei funeral s’accompagnava ai preti
univa la possanza ai tratti fini
sì che portò la “cercia” entro le reti!
Per i suoi e per tutti ebbe gran cuore
Ovunque dispensando bene e amore!


Note

(1) Bernardi Elio Giovanni (1923–2016).
Per raccontare storia e vicissitudini di questo nostro cittadino di Boccassuolo occorre, come si diceva una volta, “fare un passo indietro!”: chiarire, cioè, perché la Sardegna sia entrata così prepotentemente nella sua vita. Il padre di Elio, Bernardi Barnaba Valerio classe 1894, si era recato una prima volta in Corsica e in Sardegna, come tanti all’epoca, per il lavoro di boscaiolo/taglialegna, per preparare le “traversine” da ferrovia. Poi negli anni ’30 si era nuovamente trasferito in Sardegna. Bernardi Elio Giovanni nasce a Montefiorino l’8 marzo 1923; negli anni ’40, in famiglia col padre, si trasferisce in Sardegna come assegnatario di fondo agricolo facente parte della “Bonifica Nurra”. In quegli anni contrae matrimonio con Casini Rosanna di Savoniero che gli darà quattro figli: Anita del 1954, Giuliana del 1957, Pietro Bruno del 1960 e Maria Patrizia del 1965. La famiglia vive a Fertilia dove Elio ha avviato un’officina meccanico-agraria; sono di quel periodo gli aneddoti che dipingono Elio di una forza erculea tanto che, a volte, sosteneva di peso un vomere da riparare o saldare. Negli anni ‘60/’70 Elio avvia un’officina meccanica a Bologna unitamente a Ori Artemio. Nonostante la stazza, Elio è descritto come ottimo ballerino e grande animatore di lavoro e compagnia; per diversi anni è stato parte attiva nella preparazione degli “antichi mestieri” di Boccassuolo. Sulla tomba dei defunti Bernardi, nel cimitero di Alghero, è posta una foto del campanile di Boccassuolo, segno tangibile dell’importanza e dell’attaccamento alle “radici” dell’Appennino modenese.

(2) Pacchiarini Ezio (1927–2005).
Pacchiarini Ezio (Ezio da Ca’ ed Tugnun) nasce a Boccassuolo il 31/8/1927 da Annibale e Galvani Maria Irma, ha un fratello Luigi e una sorella Alba, frequenta le elementari nella pluriclasse della “Ca’ Nova”, borgata a valle delle Macinelle, poi, causa l’invalidità del padre, assume subito la responsabilità del capo famiglia sia nella conduzione del piccolo podere che della stalla. Nel 1942, dopo la frana, a quattordici anni, inizia a costruirsi la casa assieme al cugino Pacchiarini Vieri; ancora ragazzo emigra in Sardegna come boscaiolo per diverse campagne lavorative. Nel 1958 sposa Bertugli Lina di Palagano che gli darà due figlie: Viviana e Loretta. Dal 1955 al 1965 si reca stagionalmente in Svizzera come manovale e muratore. Ezio era grande e grosso, quello che si definisce un “omaccione”, e diversi sono gli aneddoti che si riferiscono alla sua vita in gioventù: una volta che la trebbiatrice si era piantata nel fango, Ezio con la sola sua forza sollevò e spinse finché la macchina si avviò; diverse volte, quando i compaesani rimanevano in panne per la neve o il ghiaccio, si ricorreva a Ezio per una spinta ed un sollevamento; una volta che doveva trasportare delle reti di fieno dalla Casa Nuova a Boccassuolo, per scherzo gli nascosero nel fieno la pietra per battere il grano nell’aia (la “cercia”): il nostro Ezio, con enorme sforzo ma senza fermarsi, portò il carico fino a Boccassuolo; era fortissimo anche nel tiro alla fune sicché tutti lo volevano nella propria squadra. Ezio era molto religioso, portava spesso la Croce nei funerali e recitava il Rosario a voce alta assieme ai sacerdoti. Era appassionato del Canto del Maggio, partecipando ogni volta che fosse possibile, e amava allevare i colombi (ne ha avuti fino a 200), che riconosceva in volo. È deceduto nel 2005 all’età di 78 anni per una complicanza polmonare, lasciando famigliari e amici nello sconforto più atroce: è stato un grand’uomo, positivo in tutto, rivolto al prossimo con amore e servizio. Grazie, Ezio!

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