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LA BALLATA DELLA VALLE: ANTONIO MATTIOLI, PADRE ARISTIDE BONOMINI, IGNAZIO PINI, STEFANO PIACENTINI.

Bruno Ricchi da tempo sta lavorando al ricordo di quei palaganesi che hanno lasciato una loro traccia, un ricordo, che sono stati “dei personaggi” e che non sono più tra noi.
Bruno scrive in “ottava rima” e, spesso, anche in forma un po’ arcaica, mettendo in evidenza per ogni personaggio quel tratto caratteristico, importante, curioso per i quali il ricordo rimane vivo anche dopo molti anni dalla scomparsa.

La LUNA nuova, dicembre 2006.

Stefano Piacentini

Lo chiamavamo tutti Mike Bongiorno
Mattioli Antonio (1) da Casa Buratta
“Vie Nuove” e “L’Unità” vendè d’intorno
perchè con la sinistra bene impatta
Dopo anni, da Milano fa ritorno
Quando “falce e martel” “quercia” riscatta
Poichè giovan s’en va dal Padre Eterno
Non vedrà i “DieSse” nel governo!


Tra i nostri Dehoniani, Bonomini (2)
Rappresenta di certo l’eccellenza
Uno dei grandi, fra i concittadini
Cui va di tutti gran riconoscenza
Musicista ed amante dei buon vini
Un ciclone, comunque, sua presenza
Aristide ci hai dato una gran scossa
A Savoniero onore alle tue ossa Collega del bar sport per i “ramini”.


Commerciante di legna e camionista
Da Pietraguisa scende Ignazio Pini (3)
Che il soprannome di “Dersèt” conquista
Perchè non fan “diciotto” gli scartini
Al “mazzino” di cui è un vero artista
Uomo operoso, buono e positivo
Il cui ricordo resta sempre vivo!

Stefano Piacentini (4) dai Pianacci
Fonda e dirige l’omonima impresa
Che col lavoro toglie dagli impacci
Chi fra l’agri e l’industria sta in contesa
Per Palagano è tutto baci e abbracci
Sulla “ceramica” cercando intesa
Il suo lavoro è ancora per il mondo
È uomo di valore a tutto tondo.


Note

(1) Mattioli Antonio (1927-2004).
“Tonino da Ca’ d Buràta”, era soprannominato Mike Bongiorno per il modo quasi scenografico di presentarsi e colloquiare.
Di piccola famiglia contadina (genitori, un fratello e una sorella) di Casa Buratta, borgata alta di Palagano, si dedicò con passione alla politica fin da giovanissimo e negli anni ’50-’60 fu funzionario del P.C.I. e la domenica mattina distribuiva l’Unità e Vie Nuove. Negli anni ’70 lavorava a Milano dove si sposò e si stabilì definitivamente.
Rientrava con la moglie diverse volte l’anno, abitando sempre la casa paterna. D’estate, alle feste paesane, ballava instancabilmente anche ritmi moderni, con la simpatia e l’allegria di un ragazzo.

(2) Bonomini p. Aristide (1925-1998).
Prete dehoniano, giunse a Palagano nel 1964 per realizzare una costruzione che sarebbe divenuta sede della Comunità e Scuola per l’o-rientamento delle vocazioni (l’area in località S. Stefano era stata donata dal Comune ai Dehoniani il 28 marzo 1963).
Da subito si rivelò un emergente: intelligenza pronta, grande dinamismo, carattere solare ed estroverso. Mentre Casa Papa Giovanni procedeva speditamente, padre Aristide collaborava in Parrocchia con don Galloni e presso l’Istituto delle Suore, rendendosi via via parte integrante della comunità tutta. Negli ultimi anni ’70 fondò e diresse la Corale che, tra alterne vicende, tuttora continua col M° Ottavio Piacentini. Nel 1986 venne nominato Parroco di Savoniero, ove continuò la preziosa opera dei predecessori, finchè lo colse il terribile male che l’avrebbe condotto a morte a soli 73 anni.

(3) Pini Ignazio (1923 – 1995).
Nasce a Pietraguisa di Palagano nel 1923, di numerosa famiglia contadina. Lui , però, si dedica subito al commercio e alla guida del camion. Gli piace molto il gioco delle carte, sia il “mazzino” che il “pinnacolo”; proprio da qui deriva il soprannome “Des-sèt”, cioè dal fatto che, contando le “figure” a mazzino, quando perdeva contava solo fino a diciassette (la mano si vince con 18 figure). Persona attiva ed onesta, è stato consigliere comunale e Assessore nella seconda amministrazione Casini (1963-67). Negli anni ’70 ha costruito una bella e spaziosa casa in centro, ove si trasferì con la famiglia. Purtroppo un banale incidente, mentre potava una pianta di mele, ce lo ha tolto alla giovane età di 72 anni.

(4) Piacentini Stefano (1914-2002).
Nato ai Pianacci di Palagano da numerosa famiglia (3 fratelli e 3 sorelle), fin da giovane ha girato l’Italia e l’Europa per studio e per lavoro. Seguendo le orme paterne nel 1955 fonda l’omonima Impresa di Costruzioni, che conduce unitamente ai fratelli Ezio, Mario e Romano e che, fino agli anni ’80, opera in tutto l’Appennino nella costruzione di laghetti d’irrigazione, strade poderali e vicinali, acquedotti, fognature, costruzioni civili ed industriali (i due maggiori complessi edilizi di Palagano, Istituto Francescane e Casa Papa Giovanni, sono opera sua). Dagli anni ’70 l’impresa si evolve anche tecnicamente dedicandosi al “precompresso”, specializzazione dell’Ing. Romano, e dagli anni ’90 con l’avvento dei figli l’impresa si trasforma in Spa, con sede a Modena. Stefano, in tanti anni d’attività, ha sempre cercato maestranze in Appennino, perché sosteneva che “chi parla in dialetto è buon lavoratore e poco sindacalista”. Voleva molto bene a Palagano, ove ha sempre sostenuto e consigliato iniziative che a suo avviso portassero sviluppo e lavoro. E’ certamente stato un palaganese che ha dato lustro al proprio paese ed un capofamiglia che ha cresciuto figli onesti e lavoratori.

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