Bruno Ricchi da tempo sta lavorando al ricordo di quei palaganesi che hanno lasciato una loro traccia, un ricordo, che sono stati “dei personaggi” e che non sono più tra noi.
Bruno scrive in “ottava rima” e, spesso, anche in forma un po’ arcaica, mettendo in evidenza per ogni personaggio quel tratto caratteristico, importante, curioso per i quali il ricordo rimane vivo anche dopo molti anni dalla scomparsa.

Bruno Marasti 
Ricchi Giuseppe
Era un grande ciacciaio un vero amico
Bruno Marasti (1) della “fregamenta”
Ma purtroppo il destino rio nemico
Ce l’ha tolto con general sgomenza
Comune il sentimento più pudico
Di dolore, che ancor tanto tormenta
Pensalo ognun ridente della “SEGA”
E per sua pace vera ognor si prega.
Coi muli e coi bardotti, Casimiro (2)
Fuori dal bosco accatastava legna
Era un lavoro duro, da fachiro
Per chi la vita tosta non disdegna
Di basti e di “cavezza” era nel giro
E di schiocchi di frusta l’aria pregna
Ebbe famiglia sana e numerosa
Con l’Adelina piccola sua sposa!
Giulio Marzani (3) detto “la Petacci”
Abitava lassù a Montemilino
Ridendo si cavava dagli impacci
E mandava più fumo… d’un camino
a scopone faceva tutti stracci
Finchè il duello non vinceva il vino
A tutti dimostrò amicizia stretta
Lo ricordiam simpatica macchietta!
Il soprannome resta “La Manò”
Per questo intercalare suo sovente
Ricchi Giuseppe (4) che in banda suonò
E che cantava pur mirabilmente
La prima pizzeria da noi fondò
Poi fece il benzinaio allegramente
Uomo buono, solare, positivo
Ricordo questo zio sempre giulivo!
Note
(1) Bruno Marasti (1948-2002)
E’ tanto vivo il suo ricordo che mi pare possa, da un momento all’altro, giungere a proporre un nuovo “pesce d’aprile”. E’ così che lo voglio ricordare, mentre prepariamo un “cruciSEGA” o mentre discutiamo sul prossimo “manifesto segreto”. Solo così. Perchè l’impegno civile, culturale, religioso di Bruno verso la famiglia, gli amici, il paese intero è unanimemente riconosciuto e rimpianto.
(2) Casimiro Ferrarini (1893-1966).
Nato ad Aravecchia da numerosa famiglia (4 maschi e 3 femmine), per le poche classi elementari frequentate ebbe come insegnante la francescana Madre Maria.
Fin da tagazzo andò “per servitore” custodendo ed usando muli e cavalli.
Fece il militare nella grande guerra dal 1915 al 1918.
Rientrato a casa continuò il lavoro di mulattiere e, nel 1922 sposò Lami Adele proveniente da “La Selva” di Montemolino (anch’essa di famiglia numerosa con 2 sorelle e 4 fratelli) e dalla quale ebbe ben 7 figli, 4 maschi e 3 femmine.
La vecchia casa paterna, danneggiata dal terremoto del 1920, venne ricostruita nel 1923.
Nel 1945 ebbe un grave incidente, per il ribaltamento del biroccio trainato da un mulo imbizzarrito, con rottura del femore che lo costrinse a zoppicare fino alla morte.
(3) Giulio Marzani (1911-1975).
Nacque e abitò sempre a Montemolino.
Giovanissimo, col fratello Pio faceva il mulattiere.
Andò militare in Africa dal 1932 al 1941.
Rientrato, dopo guerra, si buscò il soprannome di “Petacci” (dalla compagna del duce) perchè sempre allegro e disponibile a far bisboccia e perchè, nonostante fosse un buon lavoratore, non disdegnava la vita comoda e gaudente.
Memorabili sono le sue sfide a scopone e a briscola, che tante volte finivano all’alba con diversi fiaschi… vuoti.
In particolare mi hanno riferito di una sfida interminabile con Ortonovi Vittorio (“Vitu-riìn”) che iniziava nel pomeriggio del 17 gennaio (S. Antonio Abate) finì la sera del 19 per esaurimento dei contendenti!
(4) Giuseppe Ricchi (1911-1995).
Appartenente a numerosa famiglia (5 fratelli e 1 sorella), dopo le poche scuole elementari, lavora come mugnaio a Palagano.
Entra giovanissimo nella Banda musicale e nel coro della parrocchia guidato dall’indimenticabile Suor Lilia Santunione.
Il servizio militare lo porta in Africa dal 1932 al 1941.
Rientrato, svolge nuovamente l’attività di mugnaio, attività che lascierà poi al fratello Paolo per trasferirsi, sempre come mugnaio, a Costrignano.
Dal 1958 svolge attività di servizio pubblico da rimessa. Nei primi anni ’60 lavora a Milano assieme alla moglie Gelsomina.
Nel 1965 apre la prima pizzeria di Palagano.
Dal 1966 inizia l’attività di distributore di carburanti.
Attività proseguita fino alla morte e continuata dalla figlia Maria Grazia. Appassionato di musica, per diversi anni diresse anche la Banda Musicale di Palagano.
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