L’assenza di un dialogo costruttivo tra le diverse formazioni politiche non porta ad una proficua visione di sintesi come invece ci avevano insegnato i padri costituenti.

13 giugno 2024, rissa tra deputati. 
27 dicembre 1947: E. De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana.
Francesco Di Vice
L’odierna classe dirigente ha fatto spesso proposte che erano in contrasto con alcuni principi della Carta Costituzionale senza coinvolgere attivamente il Parlamento che è il luogo dove, anche se in presenza di punti di vista diversi, si possono trovare soluzioni condivise e democratiche.
Ultimamente, infatti, il Governo aveva elaborato una riforma della giustizia che andava a modificare alcuni articoli della Costituzione senza un adeguato confronto che avrebbe potuto migliorarla; questa proposta, però, è stata rifiutata dalla maggioranza degli italiani che si riconosce pienamente nei principi sanciti dalla Costituzione.
Questo dimostra che l’assenza di un dialogo costruttivo tra le diverse formazioni politiche, non porta ad una proficua visione di sintesi come invece ci avevano insegnato i padri costituenti.
Questi, coinvolgendo tutti, ottennero quello splendido risultato che è la Costituzione della Repubblica Italiana.
Senza l’ascolto e la valutazione delle diverse visioni politiche non si fanno progressi e quindi miglioramenti che servono ai cittadini, ma si creano soltanto fratture e divisioni che nuociono all’intera società.
Si potrebbero elencare tantissimi episodi in cui si è palesata la cultura pluralista nell’ambito dell’assemblea costituente, tra questi è emblematico l’esempio di Tupini, presidente della prima sottocommissione, che al termine dei lavori, nel dicembre del 1946, sottolineò nella relazione finale l’animo con cui si lavorava: vi era “spirito di
comprensione, che ha mirato sempre a raggiungere risultati nei quali le opposte visioni si integrassero e si fondessero in modo da appagare, nei limiti del possibile, le esigenze di ciascuno dei componenti la sottocommissione”.
Questa vicenda insegna che la collaborazione e il dialogo portano a risultati concreti e utili per la crescita del bene comune.



