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“UN RICCO BOTTINO DI PROSCIUTTI”

TERZA PAGINA

La LUNAnuova, dicembre 1918

Una vera beffa ed un insulto nei confronti del dolore e della memoria che gli orfani e famigliari delle vittime del 18 marzo provano tutt’oggi.

Redazione

È morto il 23 luglio scorso ad Haresfeld, nei pressi di Amburgo, all’età di 93 anni, Alfred Lühmann, uno degli ufficiali che perpetrarono la strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero il 18 marzo 1944; una carneficina che definì in un taccuino “un ricco bottino di prosciutti”.
Fu condannato, con sentenza definitiva presso il Tribunale Militare di Verona, all’ergastolo ma non fece mai un giorno nè di carcere nè di domiciliari. Il quotidiano locale Stader Tageblatt – Buxtehuder Tageblatt, ha pubblicato un necrologio che riporta la frase: “Meravigliosamente salvati dal potere del Bene, attendiamo con fiducia ciò che potrebbe accadere. Dio è con noi alla sera e al mattino e certamente ogni nuovo giorno”. Una frase inopportuna sia perché scelta per un militare nazista con un tale peso addosso e mai pentito, sia perché è una citazione di una frase scritta da Dietrich Bonhoeffer, sacerdote luterano, impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg il 9 aprile 1945.
La negazione di quello che è successo ed il provare a cambiare la storia a proprio vantaggio è un sintomo grave e un rischio grande per i diritti dell’uomo e della democrazia. Riflettiamo e teniamo viva la memoria perché quelle 136 vittime e i loro famigliari erano persone semplici come noi.

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