Molti si potrebbero chiedere perché diavolo persone che vivono a Birmingham capitano a Palagano. Qualche bella risposta ce la dà Josh Watson, musicista, compositore, produttore e sound engineer di alta gamma. Brexit o non-Brexit, la migliore scuola del Rock al mondo si chiama ancora “United Kingdom”.


2017, S. Pellegrino in Alpe. 
Josh, Stu e Alex alla pietra di Bismantova – settembre 2018. 
Palagano, 21 settembre 2018. Teatro comunale. 

Fine delle prime registrazioni a Birmigham presso il Robannas Studio (dicembre 2016). Da destra: Stu Hope, Josh Watson e Daniele Bettuzzi.
Francesco Dignatici
INTERVISTA A JHOS WATSON
Da Birmingham a Palagano. Suona davvero strano.
Come sei venuto a contatto con questo piccolo paese sperduto in mezzo all’Appennino italiano?
è stato il destino. Non lo avrei mai immaginato!
Un mio caro amico di nome Kelly ha comprato e ristrutturato una vecchia casa nel vostro comune ed ha invitato me e molti altri miei amici al suo matrimonio con Anya, nel 2014. La cerimonia si è svolta nel municipio di Palagano e siamo rimasti tutti per tre notti. Alloggiavamo in un hotel del paese.
Avevo portato con me la mia chitarra acustica, un piccola Taylor. Durante una di quelle notti, ci siamo ubriacati tutti insieme nel pub del paese, suonando musica. Il gestore del locale continuava a portarci da bere… ancora, ancora ed ancora.
Gli italiani sono i maestri della pastasciutta. Gli inglesi sono i maestri del Rock and Roll. è capitato però che voi ragazzi abbiate trovato subito, qui attorno, qualcuno che sapeva suonare la chitarra. Come hai incontrato Daniele Bettuzzi? Raccontami della tua collaborazione con lui e della tua esperienza come musicista, produttore ed ingegnere del suono attivo nella creazione del suo primo album.
Eravamo là, nel pub, bevendo e suonando. Ad un certo punto è entrato questo ragazzo. Penso avesse sentito il rumore che facevamo perché abita lì vicino. Ci ha sentito suonare cover anni ’90 direi, tipo Pearl Jam, Alice in Chains, quel genere di roba. La cosa gli è piaciuta al punto che è corso subito a casa, ha afferrato la sua chitarra, è tornato e si è unito al gruppo.
Cercava qualcuno per registrare il suo primo album. Era una cosa per la quale io ed i miei amici potevamo aiutarlo. Penso che volesse farlo fuori dal suo paese, immergendosi in una situazione completamente nuova. è stato il mio amico Kelly a suggerire che avrei potuto essere io ad occuparmi delle registrazioni.
Così io e Dani ne abbiamo parlato, mi ha spedito i suoi demo ed è volato a Birmingham nel 2015, per registrare un paio di canzoni. è stato una specie di test, credo. L’unica cosa che non gli è piaciuta è stato il cibo inglese. Io mi sono seduto alla batteria, Alex Thompson era al basso, Stu Hope ha cantato. L’anno successivo, Dani è tornato in Inghilterra e abbiamo registrato il suo primo album! è stata davvero una bella esperienza. Lui è rimasto solo una settimana, così ci eravamo dovuti dare da fare parecchio prima: abbiamo messo in piedi una pre-produzione, scambiandoci idee per e-mail, Whatsapp, eccetera.
Dani ha il suo studio in casa, così mi mandava i demo che registrava. Dopodiché io, Alex e Stu ci mettevamo al lavoro per impararli e per capire come potevamo portarli al loro massimo, al risultato migliore possibile. Quando Dani ci ha raggiunti, avevamo già registrato due terzi delle tracce di batterie e basso contenute nell’album. Per il resto delle canzoni, abbiamo registrato chitarra, basso e batteria contemporaneamente, per catturare un’energia simile ad una performance dal vivo.
è stupefacente lavorare con Dani. Ha una mente molto creativa, può concentrarsi sulla musica per ore ed ore e rimanere davvero focalizzato sull’obiettivo. Poi può capitare che, all’improvviso, se ne esca con una nuova idea totalmente folle a cui nessun altro avrebbe potuto pensare in quel momento. Ha una sua sinestesia, è come se potesse vedere il suono. Nella sua testa, può visualizzare in maniera differente le diverse melodie, note, tessiture. Credo che questo lo aiuti a capire dove portare, in termini musicali, le sue canzoni. E la musica stessa che crea, solo lui potrebbe farla così. Questo perché ha l’energia, la passione ed un “extra” di follia che, tuttora, non credo di avere compreso veramente.
Abbiamo finito il primo album e lo abbiamo pubblicato. Nel 2017 sono venuto a Palagano con la mia band di allora, i Captain Horizon. Insieme a Dani, abbiamo fatto un tour di promozione del disco che è stato incredibile! Abbiamo conosciuto musicisti della zona, come i Collectin’ Sparks e molti altri amici di Dani. Abbiamo iniziato a sentire Palagano come una nuova casa!
Durante quest’anno ho collaborato ancora con Dani, abbiamo fatto qualche concerto nella zona di Reggio Emilia. Non posso rivelare ancora più di tanto sul nuovo materiale su cui stiamo lavorando, ma è incredibile e non vedo l’ora che Dani lo pubblichi!
Si è chiusa da poco l’esperienza dei Captain Horizon, la tua band storica. Ora è il momento del tuo progetto come solista. Puoi dirmi qualcosa sul passato, sul presente e sul futuro della tua musica?
E’ stato un sentimento dolceamaro per me, lo scioglimento dei Captain Horizon. Sono stati dieci anni meravigliosi, in cui ho fatto musica con i miei amici. Abbiamo pubblicato due album e tre EP, fatto concerti fantastici, firmato per un’etichetta discografica. Sei mesi fa, quando abbiamo deciso di smettere, ho ripensato a ciò che abbiamo passato con un sorriso. Non credo avrei potuto chiedere di più.
Il mio progetto solista si chiama “Horizoneer” e ne sono davvero entusiasta. Scrivo continuamente canzoni, ce l’ho nel sangue.
Non diventerò mai ricco, ma con la musica ho questa etica folle con la quale lavoro: non riesco a smettere di scrivere, registrare, produrre nuove canzoni.
E mentre i Captain Horizon si avvicinavano lentamente alla loro fine, mi sono ritrovato pieno di così tante nuove idee, avevo un intero album già praticamente pronto. Così ho deciso di farlo uscire allo scoperto e vedere cosa sarebbe successo. Stare al centro dell’attenzione non mi ha mai interessato veramente.
Credo che mi sia servito tutto questo tempo per avere abbastanza sicurezza in me stesso da potere pubblicare un disco senza essere parte di una band. Così, quest’estate ho pubblicato questo EP di sei canzoni; l’EP successivo è in uscita il 7 dicembre ed è la seconda metà di un progetto unitario. Sono davvero felice per i riscontri positivi ricevuti sino ad oggi e non vedo l’ora di mettere insieme una band per potere suonare i miei brani dal vivo.
Riguardo al futuro… beh, spero arriveranno ancora molte altre canzoni!
Hai un messaggio che ti piacerebbe lasciare a questo pazzo, piccolo paese chiamato Palagano?
Beh, certo, è semplice: vivete in Paradiso. Io abito in una grande città, c’è cemento dappertutto, le persone non si interessano l’una dell’altra. Quando sono a Palagano, voi ragazzi siete come una famiglia molto grande. Ridete, combattete, siete persone che hanno passione, vi sentite parte di una comunità.
Ricordatevi di quanto siete fortunati.






