IOSHELA

Il nuovo lavoro strumentale di DEN, all’anagrafe Daniele Bettuzzi

La LUNA nuova, luglio 2025.

Francesco Dignatici

Se esistono album che devono essere ascoltati e letti piuttosto che concettualizzati, questo è uno di quelli. Per cui, da un lato, potreste fare a meno di questa mia piccola disanima. Oppure no, valutate voi.

Nel 2021 Den si disintegra e si ricompone tramite questo trip strumentale di cui ha fatto il suo terzo lavoro in studio. Il concept rappresenta un viaggio fisico e mentale, una via di fuga autobiografica, coraggiosa ed iperbolica. Viene “narrata” in musica la smaterializzazione di sé stessi per ricominciare, a partire dallo stato molecolare fino alla riacquisizione di anima, carne ed ossa. La ricomposizione di sé avviene tramite un amore, terapeutico, imperfetto, ma autentico e potente: Ioshela, donna e Madre Natura insieme.
Marchi di fabbrica di Den, sono il suo lato sinestetico e la voglia di evadere dall’insoddisfazione e dall’indeterminazione prima di ritrovarsi, almeno per un po’.
Così scrive Den a proposito di Ioshela: “La mia via di fuga iniettata alla nascita (a quanto pare) sono i suoni sotto forma di spazio, movimento, materia, forme e colori che modellano la mia percezione di sensazioni. Emozioni che il mio subconscio irrazionale assorbe, interiorizza come una spugna e che poi necessita di codificare, lasciare andare.
Provo a fare da traghettatore ed esprimermi con la mia musica, al fine di alleggerire il carico del mio carretto e trovare nuovo spazio”.
Musicalmente, Den presenta inedite capacità di poli-strumentista. Miscela alla sua chitarra (che qui rimane quasi in disparte) dipinti sonori variegati, usando con garbo e senza arrivare a perdersi, pattern elettronici, campioni, sequenze, percussioni, suoni un po’ cheap da tastiere anni ’80.
L’idea, forse non voluta, è di usare lo studio di registrazione come strumento musicale, filosofia di molti grandi produttori rock.
Non credo che abbia senso un’analisi track-by-track prima di ascoltare l’opera per intero e con orecchie “vergini”.
Pertanto ascoltate, tenete sott’occhio le sette poesie durante e godetevela dall’inizio alla fine.

Grande Den, questa tua ultima opera è spericolata, ma ci hai preso anche questa volta.

L’ARTISTA
Nome: Den

Anno di nascita: 1991

Periodo di attività: 2007 – ancora in attività

Il DISCO
Titolo
: Ioshela

Generi: Musica d’ambiente, Art Rock, Post Rock

Data di pubblicazione: 2 marzo 2025

Registrazione: stanzina Sudio, Savoniero Sound Lab e 501 Rec Lab

Co-produttore e collaboratori: Enrico Torreggiani, Marco Ori, Davide Bettuzzi, Denis Assisi, Andrea Albicini, Gianluca Giannini e Iolanda Tuccinardi.

Tracce: I – Intangibile, O – Ostinato, S- Superficie, H – Ho, E – Escoriazione, L – Lei, A – Arteria – Ioshela

Dove trovarlo: YouTube. Canale “Den Daniele Bettuzzi”. Partite da qui. Qui potete leggere le poesie che accompagnano la musica. Spotify: “Den Daniele Bettuzzi”. CD. Contattate Den. Lo trovate da qualche parte, nel mondo.

POESIE

LEI

Per quello che sei
Perfetta in quello che non vedi
Forse sei meraviglia in ciò che non ti riconosci
In ciò che è paura di te e per te
In ciò che è la debolezza tua
Forse devi essere vista con occhi di altri
Che vedono colori che tu, per te, non vedi
Colori, che altri vedono grazie a te
Forse sei tu che hai bisogno di te
Che ti doni e rifletti sugli altri
Forse è lei
Il centro tuo è dentro di te
Che stringi forte, che fa male forte
Che è il più forte
Ed è lì
Ed è proprio lì che c’è
Ed è proprio lei per te.

ARTERIA

Fuoco vivo
Pura energia
Sei paura, sei fremore
Fiume in piena prima di una cascata
Unita e tessuta da morbide melodie
Che abbracciano la natura tua
E segue il passo della terra
Con le sue ragioni, con le sue mutazioni
Sei tempesta, sei battaglia
Sei vita, sei bella, sei
Calma, uragano
Acqua, terra
Sei vento che spazza via
Ciclica come la ragione
Sei pianeta
Sei galassie
Sei universo
Sei madre, sei donna
Intangibile.

SUPERFICIE

Passeggero di una sostanza ad alta velocità
Scaraventato Sopravvento Trasportato
Salgo scendo
Non sono padrone del movimento
Rincorso inseguito
Mi volto Vedo Me Eccolo
Limite
Allento la presa
Complesso Compresso
Ossessivo ossessionato
Offuscato
Manca l’aria
Manca il fiato
Sotto la crepa della superficie
Calpestato duro
Combattuto tengo duro
Apro gli occhi vedo nero
Apro la mente
Insensibile
Impassibile
Mollo la presa
Lascio

HO

Calma
Rallento
Prendo spazio, prendo tempo
Mi lego, al tempo, lo cullo
Il tempo
Tempo
C’è sempre tempo
Come nuova consapevolezza
Astri su di una nuova superficie
Inerme, non ho potere, non ho scelta
Sono il nulla. Sono
Sguardo attento, guardo, ascolto, tocco, apprendo
Tutto è mutevole, il viaggio è mutevole, il pensiero, la muta decisione, la vita muta
Vuoto sotto
Vuoto dietro
Vuoto davanti
Vuoto dentro di me
Salto leggero
Forme astratte di colori e di grazia
Forme morbide
Come questa nuova
Accetto
Accolgo
Raccolgo
Ho..

INTANGIBILE

Stop. Aria. Tempo
Ad occhi chiusi
Buio.
Respiro
Nulla
Vuoto, crollo, cado
Sono piccolo, sono fragile
Affondo, tocco
Tocco il fondo
Sono al centro, sono il centro
Su di un piedistallo, tutto è circolare
Solo, da solo, sono solo
Pensieri
Siamo troppi
Chiudo gli occhi, sono dietro ai miei occhi
Buio ancora
Vedo, non vedo, vedo che mi vedo
Respiro
Luce lontana
Troppo, troppo calda
Tutto brucia
Cado, crollo
Fuggire
Abbagliato
Chiudo gli occhi, mi chiudo, scendo giù
Giù, sotto al limite
Sospeso.
Fermo
In equilibrio, fluttuo
Sono foglia
Resto
Immobile
Senza gravità
Nessuna dimensione
Intangibile
Calpestato duro
Combattuto tengo duro
Apro gli occhi vedo nero
Apro la mente
Insensibile
Impassibile
Mollo la presa
Lascio

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