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UN GRATO E DOVUTO RICORDO

TERZA PAGINA

La LUNA nuova, novembre 2019

Redazione

Lo scorso 4 ottobre ci ha lasciato Antonio Gazzetti.
Abitava a Monchio, ma era originario delle Marche- Dopo una vita spesa come agente di commercio condotta in tutta Italia, era approdato nel nostro appennino seguendo il resto della famiglia che, nel frattempo, si era già trasferita da Milano a Monchio. Sua figlia Elisabetta è stata una fondatrice de “la LUNA nel POZZO” nel 1993, divenuta poi “la LUNA nuova”.
Antonio aveva un carattere ruvido, era a volte sarcastico; probabilmente, abituato com’era ad essere in continuo movimento, mal sopportava il basso orizzonte in cui era costretto a Monchio, però era schietto, sincero, libero di dire senza filtri quello che, secondo lui, non andava e lui era in una posizione privilegiata dal momento che, non essendo originario dei nostri luoghi, poteva vedere le cose “dal di fuori “, senza condizionamenti. Antonio ha creduto molto nel nostro giornale ed ha contribuito fortemente perché potessimo continuare le pubblicazioni. Anni fa, in un momento di grave difficoltà economica (non l’unico) per il nostro giornale, tale da pensare di chiudere l’esperienza, Antonio si fece avanti: “La Luna non deve morire”; e fece seguire alle parole i fatti, permettendoci di acquistare una macchina da stampa (in bianco e nero), che ci permise di pubblicare il giornale per anni. All’epoca la tiratura era di circa 1.300 copie a numero!
Non è stata l’unica persona che ha sostenuto fattivamente “la Luna”.


Giuseppe Cervetto, direttore responsabile dalla fondazione de “la LUNA nel POZZO” fino alla morte, nel 2015, alla soglia dei 92 anni, con la propria disponibilità convinta ed entusiasta permise la fondazione del giornale, insegnandoci pazientemente “il mestiere”.


Ignazio Ranucci fu un collaboratore e sostenitore convinto. In un altro periodo di crisi, precedente all’intervento di Antonio Gazzetti, quando non sapevamo come stampare il giornale (le spese di tipografia erano per noi proibitive) candidamente affermò: “è tanto che ho bisogno di una fotocopiatrice. Ne compro una e la farò utilizzare anche a voi”. Comprò la fotocopiatrice, ma la installò nella nostra sede e, alla fine, la usammo solo noi fino a quando si ruppe irrimediabilmente, riportandoci nuovamente in crisi.
Comparve allora Antonio Gazzetti che con quella sua decisione così ferma e inaspettata, oltre ad un importante aiuto materiale, ci diede una iniezione di fiducia e di coraggio; era la conferma che quello che stavamo facendo, al di là di tutte le delusioni ricevute, aveva una sua importanza, un suo significato.
Un grato e dovuto ricordo a chi ci è stato vicino e che ora non c’è più; un grazie sincero a tutti coloro che ancora ci sostengono.

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