L’incontro-scontro fra due amici. Due “teste matte”, ma di quelle intelligenti. Parlano di musica, e lo fanno in radio. “Testa di Ferro” è il programma di Radiamo Web Radio
che scatena la competizione tra generi, artisti e stili musicali.
Francesco Dignatici
Testa di Ferro è il programma di Radiamo Web Radio che scatena la competizione tra generi, artisti e stili musicali. In ogni puntata, Andrea Fratti e Daniele Zordanello si confronteranno sui loro opposti gusti musicali, proponendo un artista a testa e dando vita ad una sfida senza tregua, tra storie, canzoni, aneddoti e curiosità. Il cantautorato o il rock? La scena musicale italiana o quella internazionale? I maggiori successi indie nostrani o le novità punk e ska dal mondo? Saranno gli ascoltatori a decretare, di volta in volta, la proposta che sarà stata più convincente, stabilendo il vincitore settimanale di Testa di Ferro.
INTERVISTA A ANDREA FRATTI E DANIELE ZORDANELLO
La prima domanda che rivolgiamo a “Testa di Ferro”, come da mia consuetudine, è a nome della redazione de La LUNA nuova: ironica ed autoironica, irriverente, ma con riverenza (questo non so cosa significhi…). Caustica, ma con stile e leggerezza. Rivoluzionaria ma con rispetto. Commovente nella sua semplicità, intelligente, onesta, acuta e astuta. Intrigante ma non cervellotica. Sexy ma non volgare. Questo è quello che abbiamo sempre pensato di Radio Capital. Anche a voi piace come piace a noi?
Daniele Zordanello: Radio Capital? Ci sta. Ma è poi tutta roba sentita e risentita.
Andrea Fratti: Detesto Radio Capital. Ma a cosa servono tutti questi microfoni sparsi per la stanza?
L’idea di sentire quello che diciamo ad alto volume mi sembrava eccitante…
A.F.: Vorrei che tutto questo durasse giorni.
La nascita del progetto “Testa di Ferro”. Ditemi come, quando e perché.
A.F.: Parte tutto dalla primavera del 2017. Ero già venuto a sapere dell’esistenza di questa web radio di Modena, ci avevano partecipato ad ottobre del 2015 i “Collectin’ Sparks”, una band di Palagano, nell’ambito del programma “Il vaso di Pandora”. Cercavano nuove idee per format radiofonici. Io non avevo mai fatto radio. Chiamo Zordi (Daniele Zordanello, n.d.a.), che non aveva mai fatto radio, e gli dico: “Mi sembra il caso di fare radio”.
D.Z.: Se ne esce Andri (Andrea Fratti, n.d.a.) con una delle sue “genialate”. Pensavo che fosse una pazzia, poi gli ho detto: “Okay, facciamolo”.
Può essere che ci sia di mezzo la crisi dei trent’anni che vi ha dato un po’ alla testa?
A.F.: No, sono trent’anni che abbiamo problemi alla testa.
Perché avete scelto il format radiofonico?
A.F.: Chi ti ascolta alla radio non ti vede in faccia. Mi piace l’idea che chi mi ascolta mi immagini bellissimo.
D.Z: Per un periodo quelli di Radiamo ci hanno minacciato con l’idea di uno streaming video, ma l’ipotesi è stata presto accantonata: non ci saremmo presentati. Ci hanno lasciato un po’ “alla guazza” su come dovevamo fare la trasmissione, ma ce la siamo cavata.
A.F.: Detta così suona male. Ci hanno lasciato totale libertà artistica.
Vi presentate con i vostri nomi e cognomi. L’idea di creare personaggi fittizi o pseudonimi non vi ha sfiorato?
D.Z: Un po’ “personaggi” lo siamo comunque. E poi volevamo presentarci per quello che siamo: due ragazzi che si scannano discutendo di musica, una passione che ci vede però appartenenti a due pianeti molto distanti, in termini di gusti.
A.F.: In fondo, a nostro nome, abbiamo fatto cose molto peggiori. Forse questa è una delle migliori. Almeno fino a quando non arriveranno le denunce.
Parlatemi di Radiamo Web Radio.
D.Z: Il progetto Radiamo nasce ad inizio 2014 da un’idea di Luca Bagnoli e Gabriele Casoretti. è una realtà piccola, di nicchia, ma vera e genuina. Il team è formato da ragazzi come noi che si ritrovano alla sera, dopo il lavoro, a fare questa cosa. Per passione, nient’altro.
A.F.: Luca e Gabriele avevano già avuto esperienze in radio. Volevano qualcosa da fare a Modena e per Modena. Oltre alla radio, organizzano un sacco di eventi, sono molto attivi.
Qual’è la missione del vostro programma, “Testa di Ferro”?
D.Z: Volevamo fare conoscere musica interessante, sparandoci in mezzo delle belle cazzate in allegria.
A.F.: Io e Zordi, musicalmente parlando, abbiamo ben poco in comune. Discutiamo di continuo sui rispettivi gusti e ci insultiamo a vicenda. Volevamo fare la stessa cosa in radio, presentando novità musicali, a volte semi-sconosciute. Durante ogni puntata, ognuno di noi due si fa promotore di un gruppo musicale. Le due band che proponiamo di volta in volta hanno sempre stili diversissimi fra loro. Chi ci ascolta può votare ed esprimere la propria preferenza, oppure può inviarci dei commenti.
Quali sono i generi musicali sui quali vi scannate?
D.Z: A me piacciono il punk-rock, lo ska, quella roba lì.
A.F: Io porto artisti italiani “indie”, conosciuti poco o relativamente poco. La musica “indie” nasce a livello internazionale come musica indipendente, che si discosta dalle grandi major discografiche. Dopodiché il panorama “indie” è cresciuto a dismisura e la sua definizione come stile musicale non è così semplice. Il calderone “indie” porta avanti una produzione ritenuta comunque di nicchia, alternativa, con una più o meno vaga parvenza di stile cantautorale.
Come vi immaginate gli ascoltatori “tipo” della musica che promuovete?
D.Z: Il genere di Andri è diventato oramai di moda, sta riscuotendo parecchio successo. L’ascoltatore tipo è dunque un po’ modaiolo. Va detto che Andri è bravo a scovare talenti anche prima che diventino fenomeni di massa.
L’ascoltatore del mio genere è il nostalgico del punk rock, genere che ha avuto una rinascita nei primi anni 2000, ma che ora si discosta dalla moda. Questo non significa che il genere sia defunto: alcuni artisti meritano di essere conosciuti e promossi.
A.F: L’ascoltatore “medio” della musica di Zordi è quello che balla al Rockville (discoteca di Castellarano, n.d.a.), nella pista di sopra, quella più in alto. Non ci vado praticamente mai: l’ultima volta, guarda a caso ero lì con Zordi e Checco (Francesco Dignatici n.d.a.), di ritorno da un matrimonio.
Non aggiungo altro.
Cosa non sopporta Andri della musica di Zordi e viceversa?
A.F: Mi sembra un tantinello ripetitiva come tematiche, della serie: “sempre al bar, si beve-si beve-si beve, scuotiamo la testa ed i lunghi capelli, diciamo parolacce, ci laviamo poco”.
D.Z.: I soliti pregiudizi di Andri. A parte il fatto che nei pezzi che promuove lui spesso vengono menzionate la marijuana e le serate di sbronze.
I “miei” artisti comunicano in modo diretto, quelli di Andri ci girano attorno, con prolissi giri di parole. Fanno i raffinati.
Li vedo a tratti banalotti e parecchio studiati.
E’ come se il vostro programma abbia cambiato le cose. Perfino la line-up del “concertone” del 1° maggio, quello di Roma. Fino all’anno scorso, persisteva il dominio della solita zuppa fatta di “combat folk”, tarantella, musiche afro e balcaniche, il tutto inframezzato dalle invettive di rito contro il capitalismo, Berlusconi, eccetera… quest’anno, la scaletta era piena di nomi che avete portato con Testa di Ferro, di tutt’altro genere. E’ un caso?
D.Z.: Sì, c’era tanto indie italiano… quelli di Andri insomma. Devo dire che non tutto mi dispiace di questo genere.
A.F: Chi sta dietro a questi grandi eventi ha capito che il pubblico italiano, specie di una certa fascia di età, si sta interessando sempre più a musica nuova. Così è stato anche per il concerto del 1° maggio. Sentire tamburelli e nacchere suonati da gente con vestiti etnici sgargianti ha oramai rotto i maroni a tutti.
D.Z.: Nacchere??
A.F: Africa Unite… quelle robe lì dai, ci siamo capiti. Evidentemente gli organizzatori del concerto del 1° maggio hanno ascoltato Testa di Ferro e la cosa mi spaventa a morte, perché dovremo stare attenti ai nomi che pronunciamo. Sto attentissimo, ad esempio, a non dire mai in trasmissione la parola “Skandals”, perché magari l’anno dopo me li ritrovo sul palco del 1° maggio.
Oltre a voi due, c’è qualche collaboratore importante che fa la differenza nella vostra trasmissione?
D.Z.: Menziono e ringrazio Federico Orri di Radiamo, che siede al mixer e cura la parte tecnica dell’audio. Un ringraziamento va anche a Daniele Bettuzzi, che ci presta la stanza adibita a studio nella quale registriamo attualmente.
C’è un messaggio in Testa di Ferro che va oltre quello puramente musicale?
A.F: Ci proponiamo di distruggere tutto il sistema valoriale occidentale. Secondo noi questa società è arrivata alla fine e deve ripartire da zero. Con Testa di Ferro vogliamo fare capire che è iniziata la distruzione.
Suona un po’ come quello che dicono i Testimoni di Geova… [nel frattempo, l’impianto audio della stanza diffonde una bellissima versione di “Jealous guy”, il brano di John Lennon]… caspita, questo pezzo è davvero struggente. Sapevate che il participio passato di “struggere” è “strutto”?
A.F.: Ti ringrazio di averlo fatto presente, è una cosa curiosa a ben pensare.
Andri, voglio la tua “Top 3” fra gli artisti che hai passato in radio.
A.F.: Calcutta, Perturbazione e Fast Animals and Slow Kids.
Zordi?
D.Z.: Derozer, The Manges e DeeCracks.
Andri, voglio la tua “Top 3” fra gli artisti che ha passato Zordi.
A.F.: No Relax, Rumatera e Matrioska
Zordi, voglio la tua “Top 3” fra gli artisti che ha passato Andri.
D.Z.: Willie Peyote, La Rappresentante di Lista e Calcutta.
Qualche bella esperienza di contatto diretto con le band che avete passato in radio?
D.Z.: Ero ad un concerto dei Tough, qualche mese fa. Prima di salire sul palco il batterista mi nota, mi avvicina e mi fa: “Tu sei quello dei radio. Bravi, siete dei grandi”:
Nello stile del vostro programma, insultatevi a vicenda.
D.Z.: A differenza dei gruppi di Andri, non faccio grandi giri di parole. Quindi ecco l’insulto: Andri, vaffanculo.
A.F.: Zordi, ti voglio bene ed hai tanti pregi. Proprio per questo ti invito a cambiare completamente i tuoi gusti musicali.
Beccate più gnocca da quando fate radio?
A.F.: Abbiamo iniziato proprio pensando che fare radio ci avrebbe allargato l’orizzonte delle “prede” potenziali. Sai, il fascino dei DJ. Ci siamo però resi conto, che oramai non è più il tempo giusto. Sai cosa becchiamo? Degli insulti.
D.Z.: Io sono felicemente impegnato, la cosa non mi riguarda più.
Grazie ragazzi, continuate così.
IL PROGRAMMA
Nome del programma: Testa di ferro
Anno di nascita: 2017
Radio: Radiamo Web Radio
Sede: Modena
Diffusione: Web
Quando ascoltarla: giovedì (con replica alla domenica), dalle 19.00 alle 20.00.
Sito web per diretta streaming e podcast: radiamo.it/testa-di-ferro/
Generi musicali: Cantautorato, Rock Indie, Punk, Ska







