La frana distrusse 137 case, ne lesionò molte altre. Non ci furono vittime nè feriti e non andò perso bestiame.

Il ponte danneggiato della vecchia strada che collegava Palagano a Boccassuolo. 
Due delle case costruite per alloggiare le famiglie rimaste senza tetto 



Foto scattata a Boccassuolo nel 1939 da Aldo Corti di Montefiorino, allora quattordicenne.
Davide Bettuzzi
Il territorio di Boccassuolo da sempre è interessato da movimenti franosi.
Il 31 maggio 1939, causa le intense precipitazioni piovose, si riattivò una frana che interessò l’area a nord dell’abitato, compresa tra la base del crinale di Poggio Bianco Dragone – Cinghio del Corvo e Le Coste, sino all’alveo del torrente Dragone.
L’area incluse le località di Casa Bottega, Casa Pighera, Casa Nuova, Pianelli, Macinelle, Cà d’Aurelio, Roncolungo, Le Coste.
A sud-ovest il movimento franoso giunse fino al margine di Boccassuolo (l’edificio delle scuole si abbassò di circa 80 centimetri), interessando anche il cimitero.
L’abitato di Boccassuolo ed il suo acquedotto non subirono danni rilevanti.
In realtà, in questa ampia area, durante le intense precipitazioni piovose dei mesi di maggio e giugno 1939 si svilupparono due distinti movimenti franosi, indicati come “Frana settentrionale” e “Frana meridionale”, che si innescarono rispettivamente il 31 maggio e il 4 giugno.
Il settore inferiore della frana si riversò nel torrente Dragone, ostruendone l’alveo e determinando la formazione di laghetti di sbarramento.
Ulteriori fasi parossistiche nei movimenti franosi si verificano nell’autunno 1940 e nel 1943.
Danni e interventi
Si ebbero la distruzione o il grave danneggiamento delle borgate di Casa Bottega, Cà d’Aurelio, Casa Malgori, Casa Pighera, Casa Tognone, Casa Nuova, Pianelli, Macinelle, La Cà, Roncolungo, Le Coste, Prà Nogato, Ronco Vecchio.
Due edifici scolastici e numerose case crollarono o furono resi pericolanti da rendere necessario l’evacuazione degli abitanti.
Fu distrutto o gravemente danneggiato oltre 1 km della strada di accesso all’abitato di Boccassuolo da Palagano e sconvolta la viabilità locale e rurale.
Successivamente il collegamento con Palagano venne ripristinanto, ma con un altro percorso, l’attuale (ancora ci sono resti del vecchio tracciato ai Cinghi).
Venne anche distrutto il gasdotto che convogliava il metano dai pozzi di Casa Bottega a Barigazzo.
Danni importanti subirono le coltivazioni, i pascoli e i boschi sull’intero versante sino al fondovalle del torrente Dragone.
In seguito all’evento del 1939 il Corpo Forestale dello Stato rimboschì l’area interessata dalla frana e il Genio Civile di Modena costruì 10 case per le famiglie rimaste senza tetto (quattro in località “Le Fagiole” e sei in località “Le Serre”).







