E’ una fresca sera d’autunno, l’aria è impregnata degli odori del bosco dopo la pioggia; odore di legna, odore di funghi, odore del fuoco che riscalda le nostre case.
E’ uno di quei momenti in cui ogni cosa, ogni evento ed ogni sentimento ritrovano la loro dimensione reale. In una sera come questa non riesco a non pensare alla mia vita, alle mie battaglie (alcune vinte, altre perse), ai miei errori ed alle scelte giuste,
ai dolori ed ai piaceri, agli odi ed agli amori. “Quali amori e quanti amori…”, cita una canzone di cui non ricordo il titolo, gli amori vissuti e quelli perduti,
quelli desiderati e quelli mancati. Amori intensi per una donna, per una amica. Amori in senso lato, amore per la vita, amore per le idee, per gli ideali, per la natura,
per un bel tramonto o per una fresca giornata di vento: amori a distanza, amori frenati dalla ragione,
dalla “ragion di stato” e dalla nostra società.
Società dell’apparenza, degli “status simbol”, di grandi lobby e potenti multinazionali. L’amore per i bambini dell’Africa,
da noi affamati, per quelli dell’India, da noi avvelenati (Bophal), per quelli dell’Afghanistan, della Palestina, dell’Iraq…
da noi prima armati e poi bombardati.
Noi, noi civiltà occidentale ricca e progredita, noi, società di benpensanti, che alla domenica mattina, sul sagrato della chiesa fa l’elemosina ai mendicanti. Noi, che facciamo volontariato per aiutare i nostri fratelli, poi sosteniamo “la giusta guerra” contro il terrorismo, contro i ribelli. Noi, società multietnica, multirazziale che andiamo in Africa con le missioni a portare aiuto e conforto,
mentre in Asia portiamo bombe, missili e casse da morto.
Ma sì noi, società dell’apparenza, dell’estetica, del business dobbiamo difendere i nostri diritti, i nostri interessi, il nostro potere, dai cattivi, dai terroristi, dai ribelli, dal resto del mondo, che sono poi la maggioranza della popolazione della terra, quella povera,
quella affamata, quella emarginata, a cui noi lasciamo le briciole.
Quelle briciole che alimentano sentimenti quali l’odio, il rancore, la vendetta verso coloro che le briciole le lasciano cadere dai loro lauti banchetti, ma che prima o poi dovranno condividere con loro se si vorrà disinnescare questa escalation di odio e terrore,
di attentati e guerre giuste,
di campagne stampa e di crociate.
E’ una fresca sera d’autunno, l’aria è impregnata degli odori del bosco dopo la pioggia; odore di legna, odore di funghi, odore del fuoco che riscalda le nostre case…
chissà ancora per quanto.

