Home / Terza pagina / “BIADA TI ME LUNA CHET’VED LA ME MARIETTA”

“BIADA TI ME LUNA CHET’VED LA ME MARIETTA”

La LUNA nuova, luglio 2003.

Francesco Discienza

“Biada ti me luna che t’ved la me Marietta”, che tradotto in madre lingua vorrebbe significare: “Beata te mia luna che puoi vedere la mia Marietta”.
Leggendo il vostro periodico di informazione, prestatomi da amici, mi è venuto in mente questo “detto” paesano che voleva essere un’espressione di gioia da parte di un innamorato che guardava la luna e sognava la sua Marietta lontana da casa. Anch’io, tante volte, mi soffermo a guardare e ad ammirare le meraviglie della natura ricordando i luoghi dove sono nato. Ma ciò non mi pesa, quello che invece mi da più fastidio è “la confusione, la vita sfrenata, spericolata, come viene cantata da un cantautore degli ultimi tempi, vissuta da tante persone che non sanno più vivere in pace con se stessi.
Questi comportamenti, che io chiamerei “stili di vita”, lasciano pensare che queste persone non sono più ancorate agli equilibri della vita; si vive in un modo dissennato e la gravità del pensiero di oggi è che si pensa che per essere “liberi” bisogna prima essere “uguali”: grande assurdità che ha dato inizio alla disintegrazione lenta ma inesorabile dei valori primordiali e con essi la vita nel senso più stretto del termine. Durante le chiacchierate con gli amici, ogni tanto qualcuno mi chiede quali siano i valori primordiali e io rispondo:la legge superiore che è parte integrante della vita stessa. Il rispetto di tale legge significa: saggezza, bontà d’animo, amore per se stessi e per il prossimo, generosità, comprensione, conoscenza, intelligenza, gratitudine per aver ricevuto in dono la vita e poterla trasmettere ai propri figli, significa anche rispetto per tutte le creature che coabitano con noi su questa terra. Sono molto convinto che la diseducazione, derivante dall’applicazione di una mentalità meccanicistica, disorienta e deresponsabilizza il cittadino dei doveri che ha nei confronti della conservazione dell’ambiente naturale che lo circonda, nonché della propria salute fisica, mentale e spirituale, costringendolo a delegare ad altri questo compito. Ognuno di noi si dovrebbe sentire responsabile del dissesto procurato nell’ambito della società in cui siamo costretti a vivere, Sono anche oltremodo convinto che una visione della vita in senso più armonioso, sarebbe molto più confacente allo sviluppo della stessa società organizzata, mentre il concetto di “contrapposizione”, che generalmente assume il significato di “avverso, diverso”, genera intolleranza e odio, bloccando l’armonica evoluzione dell’umanità.
E’ di questi ultimi tempi la situazione dell’immigrazione incontrollata di masse di stranieri e delle cause ed effetti che ne conseguono: la storia si ripete ma non si intravedono cambiamenti.
Chiudo questo mio intervento nella speranza che la Direzione possa concedermi la possibilità di rendere pubbliche queste mie idee, con una semplice esposizione del concetto di “collaborazione” rappresentato dalla vignetta e lascio agli amici della Luna nuova la possibilità di commentarla traendone le dovute “riflessioni”.

Francesco Discenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *