Home / Terza pagina / ORGANIZZAZIONE DELLA COLLETIVITA’: COME L’UOMO HA SCELTO DI COMPORTARSI NEI CONFRONTI DI SE STESSO E DEL PROSSIMO

ORGANIZZAZIONE DELLA COLLETIVITA’: COME L’UOMO HA SCELTO DI COMPORTARSI NEI CONFRONTI DI SE STESSO E DEL PROSSIMO

TERZA PAGINA

La LUNAnuova, aprile 2008.

Ho letto con piacere l’articolo di Terza pagina.
Sono anch’io molto convinto che tutte le “trasmissioni di denuncia” non portano ad una presa di coscienza, anzi ci mettono sempre “gli uni contro gli altri”. Noi individualmente dovremmo impegnarci, trasmettere delle conoscenze ragionando con la propria testa. I vari “leader” seducono le masse mantenendole nelle loro condizioni, invece di spingerle “al cambiamento” (certamente non dalla padella alla brace…). Gesù diceva: “Non è tra chi serve e chi è servito lo spartiacque, ma tra chi è interessato al mondo… e chi invece vive semplicemente preoccupandosi di inezie e sbadigliando”. Gandhi invece diceva: “Ogni minuto dissipato è irrimediabilmente perso. Ne siamo perfettamente consapevoli, eppure quanto tempo continuiamo a sprecare”. Allora, il mio punto di vista l’ho già chiarito parzialmente in un precedente articolo apparso su “la Luna”: “Raggruppamento di mutuo soccorso”. Cercare il coinvolgimento, la partecipazione, perché la non conoscenza ci impedisce di essere liberi. Non possiamo conoscere la verità se non fondiamo la nostra vita sull’innocenza, la non violenza (rispetto) nei confronti di qualsiasi forma di vita; le abitudini si impossessano completamente di noi. Riflettiamo su questo fatto, cerchiamo di liberarci dai nostri vizi, altrimenti non possiamo seguire la via della verità. Tutte le cose hanno un diritto e un rovescio: noi dovremmo guardare sempre e solo al lato positivo, mai al negativo. A questo punto penso che la lettera che allego: “L’organizzazione della società” potrebbe suscitare un interesse e una presa di coscienza da parte dei lettori… se lo vogliono fare, altrimenti per noi che lo proponiamo è comunque una bella cosa. Sono convinto che per chi persegue la verità, non esiste né lode né rimproveri; per questo motivo non si inorgoglisce per la lode, ma nemmeno si adombra per i rimproveri.

Francesco Discienza (Milano)

Organizzazione della colletività: come l’uomo ha scelto di comportarsi
nei confronti di se stesso e del prossimo

Quando si pensa ad una società, la prima cosa che viene in mente è il livello di sviluppo socio-economico e successivamente la sua organizzazione sociale.
Allora si potrà vedere che: in uno stato repubblicano l’economia e la vita sociale è in un certo modo; in uno stato presidenziale è in un altro modo; in uno stato dittatoriale in un altro modo ancora; in uno stato anarchico sarà indubbiamente in un modo diverso ancora. Se la valutazione si ferma alla semplice analisi del comportamento temporale della vita sociale di quella nazione, non vi sarà molto da dire salvo sulle considerazioni materiali e della realtà fisica in cui versa la popolazione. Potremmo trovare, allora, delle sostanziali diversità che sono però strettamente connesse al livello di libertà concessa da chi governa il popolo. Se l’analisi invece viene fatta partendo dai valori spirituali propri della vita, il risultato dovrà essere decisamente diverso. In questo caso qualunque sia l’ordinamento sociale e la condizione economica di ognuna delle nazioni considerate, il modo di essere sarà per tutte uguale.

Andamento mondiale dell’umanità
Cinque sono i punti essenziali che indicano il modo di essere e di agire dell’umanità. La loro valutazione va fatta secondo un criterio di indivisibilità e ognuno di questi punti va visto con l’occhio prudente del giusto, in modo tale che, chi valuta non si debba sentire interessato all’uno o all’altro punto. Solo dopo aver ben compreso quello che i punti ci vogliono indicare potremmo lasciare spazio alla nostra personale considerazione, per determinare a quale punto noi pensiamo di appartenere. Anche questa analisi deve essere fatta con estrema serenità e onestà.

I cinque livelli di evoluzione sociale
Ad ognuno dei cinque livelli di evoluzione appartengono un numero più o meno ampio di esseri umani, il vero potenziale di una società dipende dal variare del numero di cittadini appartenenti più ad una categoria che ad un’altra.

Innovatori: a questa categoria appartengono coloro che sono illuminati, che sentono di avere la conoscenza e la padronanza della forza primordiale e una viva consapevolezza nei confronti della realtà inferiore. Gli innovatori sono personaggi carismatici che precorrono i tempi, per questo considerati dalla stragrande maggioranza soggetti pericolosi da controllare e talvolta da annientare (la conoscenza).

Pionieri: a questa categoria appartengono i discepoli, personaggi che sono rimasti colpiti dal forte carisma degli innovatori, che sentono vivo al loro interno il messaggio dettato dalla legge Superiore e trasmesso per opera degli innovatori (la fede).

Maggioranza anticipatrice: a questa categoria appartengono i fedeli, coloro i quali sentono di affidare se stessi al bene della causa, coloro che nutrono speranza per il proprio futuro, sono coloro che si sentono responsabilizzati nei confronti degli esseri che verranno dopo (la coscienza).

Maggioranza ritardataria: a questa categoria appartiene il popolo senza uno specifico orientamento, coloro che non hanno interesse per la vita collettiva e vivono alla giornata senza lode e senza inganno (la mediocrità).

Paracarri: a questa categoria appartengono coloro che per tutta la vita hanno agito in contrapposizione alla legge Superiore. Gli sfrontati per interesse personale, coloro che hanno un unico desiderio: esaltare a tutti i costi la propria realtà di vita (la menzogna).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *