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LETTERE AL DIRETTORE – RIUTILIZZO DELL’ACQUA DI COTTURA

In ogni numero, selezionerò la lettera più significativa giunta in redazione, per darle la giusta rilevanza e, nel caso, per commentarla.

La LUNAnuova, dicembre 2023

Cari lettori della “Luna” e gentile Direttore,
Vi scrivo da affezionata lettrice per ribadire quanto sia importante l’emergenza ambientale dei giorni nostri.
In paese stiamo assistendo proprio in questi mesi al cambio dei cassonetti, per incentivare la raccolta differenziata, ma sono molte altre le piccole cose che ognuno di noi può fare.
Vorrei, ad esempio, sottolineare un accorgimento apparentemente di poco conto, ma vitale, come quello di non buttare l’acqua di cottura della pasta, che può avere mille utilizzi preziosi.
Per questo, Vi invito ad informarVi e a porre l’adeguata luce sull’argomento.
Cordiali saluti,

XXXXXX XXXXXXXX

Cara lettrice,

riceviamo con gratitudine la tua lettera e, seguendo il tuo consiglio, ci siamo attentamente documentati sulla questione. Personalmente, ho chiesto delucidazioni ad esperti del settore e, soprattutto, ho frequentato un corso base di cucina, durante il quale ho imparato con estrema fatica a fare i rigatoni al sugo.
Non ti nascondo che la cucina non è il mio forte e che mi sono dovuto esercitare parecchio: ogni lunedì, per 5 mesi, mi sono ritagliato il tempo per mettermi ai fornelli, preparando ‘sti rigatoni, che poi mi durano sempre per tutta la settimana, a pranzo e a cena. A me i rigatoni al sugo nemmeno piacciono particolarmente, in più sono ingrassato 7 kg, ho sempre sonno e mi sono comparsi strani sintomi, che temo essere l’inizio della pellagra. Comunque, a parte i miei problemi personali, se i miei rigatoni rimangono mediocri, ho di certo imparato l’assoluta rilevanza dell’acqua di cottura.
Il nostro maestro, lo chef francese Gaston Bastian Contraire, mi picchiava violentemente il cucchiaio di legno sulle nocche ogni volta che facevo cadere una sola goccia di acqua di cottura della pasta, arrabbiandosi moltissimo, pur mantenendo un certo aplomb, visto che non mi ha mai e poi mai offeso direttamente. Curiosamente, durante questi momenti di ira, lo chef recitava a memoria quelle che suppongo essere delle ricette (che professionista esemplare!): peccato solo che, parlando tanto velocemente in uno strano dialetto provenzale, non sono mai riuscito a capire bene di quali pietanze parlasse, perché ingredienti e procedimenti mi sfuggivano. I vari “abruti”, “connard”, “je te casse la gueule”, “Va te faire foutre” cosa vogliono dire? Avete mica un dizionario francese-italiano? Fatto sta, che chef Contraire, nel suo francese maccheronico (bella questa..), ci ripeteva: “Italien, l’acqua di cottur serve pour fare di tout. Se la buttate via, s’iv degli idiot”.
Dopo queste lezioni estenuanti ma utilissime, ho capito che con l’acqua di cottura ci puoi fare praticamente tutto: chimicamente ha qualità sgrassanti, quindi ci potete lavare le stoviglie, ma possiede anche proprietà lenitive, quindi potete lavarvi le mani, le braccia e non so cos’altro… alla luce della conformazione dei bagni francesi, infatti, ho il vago sospetto che loro la utilizzino anche per altre “abluzioni”. Comunque, è ottima per innaffiare le piante, ma anche per cuocerci dentro altri alimenti dopo la pasta, soprattutto i legumi, quindi uno a pranzo o a cena si può cucinare tranquillamente la combo pasta + fagioli e contento che è. Non solo. Viste le proprietà organolettiche, quest’acqua è vitale per risottare, perché oggi, se scoli la pasta, meriti la galera per direttissima: la pasta si risotta, sempre, anche quando la si fa in bianco, altrimenti rischiate una cucchiaiata sulle mani e la frase: “tu non sei un cuisiner, mais tu sei un cretin”.
Inoltre, essendo così incredibilmente densa di amido, l’acqua di cottura costituisce un pasto completo a se stante, rappresentando un ideale “mangia e bevi”, infatti i migliori dietologi oggi non escludono più la pasta dai piani alimentari, a patto che, una volta cotta, uno beva l’acqua e butti via i maccheroni. L’acqua di cottura è un toccasana naturale tale che andrebbe bevuta sempre, ancora fumante e con il suo colore “stordo”; infine è assolutamente fantastica come emolliente della pelle, offrendo il suo meglio per i pediluvi. L’unica avvertenza, in questi casi, è relativa all’ordine di utilizzo, visto che pare consigliabile berla prima di fare il pediluvio e non dopo. Oh, è vero che lo chef mi invitava anche a fare l’opposto, ripetendomi un incoraggiante: “Idiot, beuvla te”.
In conclusione, gli utilizzi molteplici rendono l’acqua di cottura una materia preziosissima, la moderna acqua santa, tanto da provocare enormi rimpianti per i miliardi di litri sciaguratamente gettati via dagli italiani nel corso della loro storia: il nostro oro lo avevamo nelle pentole e nemmeno ce ne siamo mai accorti.
Invitandovi ad utilizzare correttamente l’acqua di cottura, rivolgo a tutti voi gli stessi sentiti complimenti ed auguri che lo chef Contraire mi ha detto al termine dei 5 interminabili mesi di corso, salutandomi con orgoglio e con manifesta commozione: “Tu pues comme un égout. Tu as plus de créancese douteuses. Tu es comme un turc toillettes”. Ovviamente, il prossimo corso che farò sarà di francese.

Saluti,
le Directeur.

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