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GUERRA IN UCRAINA

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. (Gandhi)

La LUNAnuova, dicembre 2023

Gabriele Monti

Parlare della guerra in Ucraina, che da più di un anno e mezzo sconvolge quella parte di Europa, non è facile; vorrei, però, in questa pagina, approfondire, non l’aspetto politico che ha portato a questa guerra (non ne sarei all’altezza), ma parlare delle conseguenze che questa guerra ha portato a tutti noi.

L’aggressione russa all’Ucraina dimostra una volta di più che la guerra è ancora fra noi; siamo stati tutti colpiti dal ritorno della guerra in Europa, anche se la guerra in Europa non era mai stata eliminata del tutto (i conflitti nella ex Jugoslavia, Nagorno Karabakh, quella russo-georgiana del 2008), in realtà si pensava che la guerra non riguardasse più il Vecchio Continente, anche grazie alla presenza dell’Unione Europea che sembrava fare da garante, almeno tra alcuni paesi, attraverso un integrazione economica e politica. Purtroppo non è così. Se fino al 24 febbraio 2022 la guerra entrava nelle nostre case solo attraverso il telegiornale, quindi era vista come lontana, che non ci riguardava, ora questo conflitto ci ha toccato molto da vicino sia dal punto di vista ”politico”, tanto che l’opinione pubblica si è spaccata letteralmente in due fra chi sostiene le ragioni della Russia e chi quelle dell’Ucraina, sia da quello economico in quanto le sanzioni alla Russia hanno provocato aumenti delle materie prime anche a due cifre. Soprattutto quest’ultimo elemento, amplificato a dismisura dai social, cavalcato a seconda della parte politica. Tutti i giorni i vari telegiornali ci parlano degli aumenti di questo o quel prodotto, di persone che vengono lasciate a casa per mancanza di lavoro, di stipendi bloccati, ormai da trent’anni, che non bastano più ad arrivare a fine mese, ha introdotto nel profondo del nostro io un senso di inquietudine, di timore che prima non conoscevamo; abbiamo passato un periodo di pace (quasi 80 anni) che non si era mai verificato nella storia della nostra Europa, il trauma della Seconda Guerra Mondiale era stato talmente grande e profondo che tutti avevano rimosso il concetto di guerra, per dedicarsi ad attività di ricostruzione, di commerci, di fratellanza fra i popoli, crescendo sotto l’aspetto culturale, socio-economico, politico; avevamo come rimosso il concetto stesso di guerra, come che non potesse ripetersi mai più un evento simile, purtroppo non è così, come risvegliandosi da un bel sogno, siamo ritornati indietro di 75 anni. Negli anni del recente passato, a dir la verità, abbiamo assistito ad altre guerre, anche più vicine (ex Jugoslavia), però, forse per le dimensioni, forse per l’uso dei mass-media meno invadenti, ne siamo stati meno coinvolti, i telegiornali riportavano le notizie per obbligo di informazione, ma senza drammatizzare. Ora, questa guerra viene combattuta sul campo e in misura uguale in TV, con una propaganda (da entrambe le parti) a dir poco spudorata, ci entra nella nostra vita modificando le abitudini economiche, sociali, politiche come non era mai successo.

Bene, alla fine di questo mio escursus, vorrei che il nostro affezionato lettore di fermasse un attimo per riflettere se queste mie parole sono solo il frutto di fantasie negative o tremenda realtà, e, di conseguenza, provare a pensare se, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa, magari cominciando proprio da noi stessi, cambiando il nostro modo di rapportarci con gli altri, chiunque altro, secondo una massima del grande Mahatma Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

P.S.
Queste mie righe di riflessione sono state scritte diversi mesi fa; oggi, 11 dicembre, bisogna, purtroppo, annotare una nuova guerra (Israele- Hamas) che, se ce n’era bisogno, aggiunge altra incertezza e paura ai nostri pensieri; sembra che il mondo ultimamente abbia imboccato una strada molto pericolosa…

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