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I FRUTTI DIMENTICATI: PRUGNOLO SELVATICO (BUCIN)

I frutti del Prugnolo selvatico vengono utilizzati per creare liquori: se in Italia si prepara il bargnolino, in Giappone si produce l’umeshu e in Inghilterra lo sloe gin. Il suo legno, invece, è particolarmente apprezzato, oltre che come combustibile, per creare piccoli attrezzi, intarsi e bastoni da passeggio. La corteccia veniva impiegata
per colorare la lana di rosso.

la LUNA nuova – Giugno 2024

Gabriele Monti, Davide Bettuzzi

Il Prugnolo (nome scientifico: Prunus spinosa) fa parte della famiglia delle Rosacee e cresce in siepi e bordi boschivi dal Nord Africa fino alla Scandinavia.
Forma arbusti impenetrabili anche per le sue lunghe spine, si presta come rifugio per piccoli mammiferi e uccelli. In primavera questi arbusti si colorano di piccoli fiori fittissimi che formano “nuvole” bianche, molto facili da individuare.Anticamente si attribuivano al prugnolo influenze magiche; si credeva che nell’intreccio dei suoi rami vi fossero custoditi il bene e il male. Avere un prugnolo significava proteggere la propria abitazione dal fuoco e dai fulmini e gli abitanti della casa dalle malattie. La pianta, diffusa in tutta Italia, è nota con tantissimi nomi popolari: prugnolo selvatico, susino di macchia, sgancio, strozzapreti, susino selvatico ed altro; impiegato per delimitare il confine di proprietà, utilizzato da sempre a scopo alimentare e terapeutico, i suoi fiori attirano le api, i frutti nutrono gli uccelli salvatici e non solo. I deliziosi e abbondanti frutti sono infatti utilizzati per la preparazione di marmellate, salse e sciroppi. La corteccia era utilizzata per colorare di rosso o marrone la lana: il legno, durissimo e resistente, era impiegato per costruire cassette, mobili, attrezzi agricoli e bastoni da passeggio.
è una pianta molto rustica, non necessita di irrigazione o concimazione, resiste a periodi di siccità molto lunghi, cresce addirittura anche su rocce. In campo fitoterapico, grazie all’azione di tannini, flavonoidi e acidi fenolici, presenti in quantità considerevoli, il Prugnolo è impiegato principalmente per le sue funzioni diuretiche, depurative, febbrifughe, astringenti, stomachiche e lassative a seconda della parte della pianta che si utilizza (il Prugnolo, infatti, è utilizzabile in ogni sua parte).
Diverse testimonianze confermano che questo arbusto è stato impiegato sin dai tempi più antichi per scopi medicinali. I suoi frutti, che possono essere assunti al naturale oppure sotto forma di succhi e confetture, contengono principi antiossidanti e, per questo, impiegati per la cura della pelle, sono particolarmente benefici per l’apparato gastrointestinale, contribuiscono alla stimolazione digestiva e alla riduzione del gonfiore addominale. L’assunzione regolare di questo frutto sollecita l’appetito e produce una sensazione di generale tonicità e vigore.
Alcuni componenti hanno un effetto antispasmodico sull’intestino, per cui è indicato per chi soffre di colon irritabile; allo stesso tempo hanno la proprietà di calmare i nervi, rilassare e risolvere problemi di insonnia.
è indicato anche per i problemi del cavo orale riducendo le infiammazioni delle mucose. è efficace anche contro i disturbi dell’apparato respiratorio, la sua funzione espettorante lo rende efficace per curare tosse e raffreddore, in passato era impiegato anche per curare la pleurite.
I suoi fiori sono ottimi per curare disturbi delle vie urinarie, calcoli renali e le infiammazioni della vescica. Per ultimo, ma non meno importante, alla stessa maniera dell’Olivello spinoso, il Prugnolo rafforza il sistema immunitario grazie alla ramnazina. Come tutte le cose molto efficaci il Prugnolo può avere effetti collaterali, per cui è necessario prestare attenzione a possibili intolleranze; inoltre contiene glicosidi cianogeni, tossici se assunti a dosaggi elevati.

PRUGNOLE

I frutti del Prugnolo si chiamano Prugnole, così asprigni da non risultare commestibili, né freschi né conservati; se però aspettiamo che il gelo, spaccandone la buccia, permetta ai microfunghi di penetrare nella polpa aggredendone gli aspri tannini, potremo finalmente godere di questi frutti che si riveleranno dolci ed aromatici.

Dalle Prugnole si preparano marmellate, gelatine, sciroppi, conserve, salse, bibite, liquori.
Possono essere usate in cucina per insaporire arrosti di cacciagione.
Con le foglie seccate si ottiene un ottimo thé dal sapore aromatico.
I fiori possono essere uniti alle insalate primaverili. Grazie alle sue proprietà astringenti il frutto del prugnolo trova utilizzo nella preparazione di maschere facciali per il trattamento di pelli grasse.
Il decotto trova analogo impiego attraverso picchiettio sul viso operato con batuffoli imbevuti.
In passato la corteccia essiccata e macinata veniva usata come dentifricio.

SCIROPPO DI PRUGNOLE

Ingredienti

– 500 grammi di prugnole

– 500 grammi di zucchero

Preparazione
Porre in un vaso a chiusura ermetica i prugnoli lavati ed asciugati assieme allo zucchero.
Riporre in luogo caldo ed asciutto e scuotere il vaso di tanto in tanto, fino a completo scioglimento dello zucchero.
Dopo alcuni mesi filtrare ed imbottigliare.

Lo sciroppo di Prugnole è ottimo come bibita dissetante allungato con acqua e per aromatizzare la granita, i dolci e i gelati.

PRUGNOLINO

Ingredienti
1 kg di prugnoli
1 litro di alcol puro
1 litro di acqua
600 grammi di zucchero

Preparazione
Lavare bene i prugnoli e asciugarli con delicatezza.
Trasferirli in una damigiana, o in un recipiente con coperchio, e aggiungere l’alcol. Chiudere e lasciar macerare per un mese al buio, muovendo il contenitore una volta al giorno. Trascorso un mese preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, portarlo sul fornello e farlo bollire per qualche minuto. Togliere dal fuoco e lasciarlo raffreddare quindi versare lo sciroppo nel recipiente con i prugnoli e l’alcol, mescolare bene e filtrare con un colino a maglie strette. Trasferire il prugnolino nelle bottiglie e procedere con l’assaggio. Con i prugnoli tolti dall’alcol, potete realizzare un ottimo vino aromatizzato. Basterà farli macerare con 1 l di vino rosso buono per 20 giorni e poi filtrare il tutto ed imbottigliare.

MARMELLATA

Ingredienti

  • 1 kg di polpa di prugnoli
  • 700 gr di zucchero
  • 1 mela
  • 1 limone

Preparazione
Lavare i frutti di prugnolo e metterli in una pentola con un mestolo d’acqua. Cuocere fino a quando i frutti diventano molli. Togliere dal fuoco e con tanta pazienza, separare la polpa dai noccioli. Dopo questa operazione mettere nuovamente i frutti snocciolati nella pentola, aggiungere lo zucchero e la mela grattugiata. Girare con un cucchiaio di legno a fuoco basso per evitare che il composto si attacchi sul fondo. A metà cottura, circa mezz’ora, aggiungere il succo di limone. Quando il composto avrà la giusta consistenza invasare la marmellata bollente nel barattolo, chiuderlo e capovolgerlo per almeno cinque minuti. Raddrizzarlo e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente. Se si pensa di non consumare la marmellata in breve tempo, immergere il barattolo di marmellata in acqua, che andrà poi portata ad ebollizione per circa trenta minuti.hero in un pentolino. A fuoco basso mescolare finché lo zucchero non si sarà sciolto ed il composto non sarà diventato più denso dell’acqua, sempre mantenendo la trasparenza. Aggiungere la grappa e lasciare stagionare l’infuso per altri 30 giorni prima di gustarlo.

MUFFIN CON MARMELLATA DI PRUGNOLE

Ingredienti

  • 200 grammi di farina 00
  • 1 decilitro di latte di riso
  • 0,2 decilitri di olio di semi
  • 50 grammi zucchero
  • scorza di un limone
  • un pizzico di sale
  • 120 grammi marmellata di prugnoli

Preparazione
In una ciotola mettere la farina con lo zucchero, la scorza di limone e il sale. Aggiungere il latte e l’olio girando il composto con una frusta fino allo scioglimento completo dello zucchero. Riempire gli stampini con il preparato. Con un cucchiaino fare un piccolo incavo nel mezzo del muffin e mettere un cucchiaio di marmellata. Infornare a 180° per 15-20 minuti. Gustate tiepido.

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