
Riccardo Morandi
Sono Conor Brady e sto per raccontare la storia di come l’isola di Marwolaeth sia scomparsa come scompaiono i topi durante un naufragio.
Marwolaeth si situava nella costa sud-occidentale dell’Irlanda, nessuno la conosceva,oltre i suoi strani abitanti, fra cui io, tre pescatori e il vecchio James. I tre pescatori vivevano ai piedi della collina, mentre invece nella casa sopra la grande collina viveva James O’ Flynn un vecchio scorbutico, molto avaro. Aveva un lungo naso aquilino con sopra una verruca grande come un fagiolo, aveva occhi azzuri come l’oceano e le sue braccia sembravano i bastoni che si trovano in spiaggia dopo una tempesta, molli e flessibili.
Tanti anni fa era un pescatore, ma poi è andato in pensione ed è diventato solo un vecchio avaro.
Invece io vivevo nella grossa casa a strapiombo sul mare.
All’epoca ero un grande studioso e perciò avevo un colossale studio, pieno zeppo di libri e oggetti di vario tipo, come una scultura dell’essere mitologico Tupilaq, oppure la strana maschera funeraria di un faraone e come non dimenticarsi del leggendario idolo di Cthulhu! L’avevo trovato nella casa di un mio vecchio zio scozzese, era morto e mi aveva lasciato in eredità quello strano idolo.
Avevo molti libri, scritti da scrittori come Edgar Allan Poe o Oscar Wilde. L’Articolo più singolare che avevo nella mia collezione era un’antica pergamena celtica che recitava questa strana profezia: “Quando l’uomo sarà drogato dal peccato e dal male, i morti e il loro potente re, saliranno sulla terra e uccideranno gli indegni della virtù della vita, poi torneranno nel loro nefasto mondo e il grande Stingy Jack sarà felice”. Il resto della pergamena non sono riuscito a tradurlo, sembrava un incrocio fra gaelico e una qualche lingua che non conoscevo.
Lo strano è che la pergamena era in ottime condizioni, come se le armi del tempo non potessero ferirla. Alla fine della pergamena era disegnato quello che doveva essere Stingy Jack, aveva una testa un po’ ovale; con occhi di fuoco e un ghigno malefico. Tanto tempo fa quando trovai la pergamena, in un antico rudere di un castello nella terra verde, andai dalla popolazione locale e gli chiesi del mitico Stingy Jack. Mi raccontarono le gesta del re dei morti, mi dissero che all’epoca dei romani era solo un fabbro celtico, che viveva in Irlanda e che era molto avaro. Un giorno incontrò il Demonio in persona che gli chiese la sua anima, ma Jack lo ingannò, per poi ingannarlo una seconda volta. Gli anni passarono e Jack morì per aver bevuto troppo, ma non poté né andare in Paradiso per le sue cattive azioni, né all’Inferno per gli inganni contro il diavolo. Quindi Jack ancora ora vagabonda per il mondo dei vivi senza una patria.
Praticamente tutti quelli a cui chiesi della leggenda di Stingy Jack mi risposero con la stessa storia, ma una vecchia donna che lavorava il legno, chiamata Grace O’ Murphy, mi raccontò una versione della storia un poco diversa. Inizialmente mi raccontò la stessa versione, ma poi quando pensai che si stava per fermare, raccontò una parte al dir poco strana: “Poi il grande Jack si rivolse al Signore, in cerca di perdono, Dio rispose mandando un angelo, che gli diede in pegno la terra dove i morti non degni del Paradiso, ma nemmeno dell’Inferno, vivevano e l’immortalità fino al giorno del giudizio. Jack aveva solo un compito, uccidere ogni essere umano non degno della virtù della vita! Poi per ordine di Dio estinguerà i malvagi durante l’apocalisse!”. Dopo questo suo racconto mi recai all’università di Dublino, dove chiesi di tradurre la parte misteriosa della pergamena, così si scoprì che c’era scritto esattamente quello che mi aveva detto la vecchia Grace. Gli anni passarono, il vecchio James diventava sempre più strano, non voleva mai uscire dalla sua casa in cima alla collina. Decisi di andarlo a trovare, stava intagliando una zucca: “Ciao Conor! Guarda cosa ho trovato che galleggiava sulla costa”. Mi fece vedere la zucca, su cui era intagliato un volto molto simile alla faccia di quello che doveva essere il Jack disegnato sulla pergamena. Quella notte non riuscii a dormire, così mi affacciai alla finestra per guardare il mare, ma quando spostai lo sguardo sulla spiaggia… Orrore!
Esseri che sfoggiavano teste di zucca intagliate danzavano intorno a una pira infuocata, intonando il nome di Stingy Jack. Guardando meglio notai che gli “esseri” erano scheletri o cadaveri in decomposizione, estremamente alti, che indossavano lunghe tuniche nere. Per fortuna svenni di colpo alla visione di quel terribile essere che aveva un ghigno infuocato identico a quello della pergamena.
Il giorno dopo mi svegliai e il cielo sputava incubi orribili. l’Etere aveva assunto un colore cremisi e da esso scendevano carri e cavalcature cavalcate da morti. Invece il mare era in burrasca e da esso, dalle profondità dimenticate da Dio, sorgevano solo carcasse di quelli che una volta dovevano essere maestosi velieri, fluttuavano nell’aria circondati dalla nebbia. Arrivarono a Marwolaeth, erano un esercito, un nefasto esercito di vichinghi e barbari. La loro pelle era o assente o sparsa in poche parti del corpo, avevano spaventose orbite vuote che ci fissavano, impugnavano scuri o clave minacciose e avevano lunghe barbe sudice, che gli arrivavano al ventre. In mezzo a loro c’era un morto, ma non era un morto normale. Portava un lungo mantello nero stracciato alle estremità e una cintura su cui erano attaccati due foderi che contenevano due daghe dall’aspetto poco rassicurante. Indossava una veste arancione scuro e la sua testa era una zucca infuocata, aveva lo stesso ghigno della zucca di James e della pergamena ed era decorata con disegni celtici.
Sulla zucca portava una rozza corona d’ossidiana, tempestata di gemme d’ogni tipo e impugnava una rapa intagliata. “Ecco la leggendaria isola di Marwolaeth e la sua unica popolazione!” disse il morto “Sono Jack, anche detto Stingy Jack, sono il re dei morti non degni del paradiso, ma neppure così maligni per l’Inferno”.
Io chiesi: “Vuoi sterminare l’umanità, vero?”. Ci fu un rapido silenzio che venne interrotto da Jack. “Beh, era la mia prima idea, col fatto che i piani alti mi avevano dato il compito di far sì che l’umanità non devastasse la terra con i suoi peccati e i suoi “progetti”. “Quindi decisi che ogni umano dovrà scendere nella nostra oscura dimensione, mentre noi vivremmo nel vostro mondo”. A quel punto un pescatore armato di un coltellaccio si abbattè su Jack tagliandogli la testa di netto. “Avete perso! Ho ucciso il vostro re”! Gridò.
A quel punto Jack prese la testa caduta per terra, come se niente fosse, e senza esitare la lanciò contro il pescatore. “Aaaaaaaaaaargh!! Cosa mi hai fatto?!” urlò il pescatore, il suo corpo in fiamme cadde per terra, mentre i frammenti della testa di Jack ritornavano insieme formando una zucca identica all’originale. Gli altri tre pescatori osservarono muti e inorriditi la scena. “Visto che c’è anche qualche anima buona tra di voi sarò clemente, vi do 3 giorni, costruite fortezze, palizzate e armi per la battaglia”. Poi si rivolse al suo orrendo esercito gridando: “Orsù! Riposatevi e preparatevi! Fra 3 giorni saremo in guerra!”.
Dopo tutto ciò i morti ci lasciarono esattamente come erano arrivati, immergendosi nelle acque dell’oblio.
Furono tre giorni disperati, eravamo quattro uomini e loro erano un esercito di migliaia di morti.
Facemmo quello che si poteva, usammo le fiocine come cannoni e orchestrammo una intrigata trappola con le reti da pesca. Funzionava circa così: le reti da pesca, messe in mare, erano collegate a un muro, costruito con vari pezzi di vecchi pescherecci. I due pescatori sopravvissuti dovevano tirare le sommità delle reti, catturando i poveri morti all’interno della rete per poi trafiggerli con le fiocine. Io e il vecchio James invece dovevamo abbattere i carri dei morti con delle molotov. Non era un problema procurarsi l’alcool, Marwolaeth produceva alcolici molto forti, per non parlare poi dei 3 pescatori, una volta erano grandi cacciatori di balene, quindi avevamo vecchi barili pieni zeppi di olio di balena. Costruimmo palizzate fortezze e cunicoli nel terreno, ma fu tutto inutile. Lo ricordo ancora, era la mezzanotte del 24 Ottobre, quando gli stessi fenomeni della prima volta ricominciarono. Ci svegliammo di colpo, a causa dei potenti tuoni che c’erano in cielo, come se il diavolo stesse saltando qua e la nel firmamento. Andammo ai nostri posti e aspettammo di vedere i carri che scendevano dall’etere, più rosso che mai. Quando finalmente arrivarono urlai: “Fuoco!”. Lanciammo le nostre molotov… Ma niente i morti non morivano… di nuovo. Credevamo di aver perso le speranze, finché non udimmo una voce di uno dei due pescatori: “La testa, puntate alla… aaaaarrrggg!”. Erano saliti a terra, ma avevamo un importantissima informazione. Ci armammo di fiocine e iniziammo a difenderci. Passarono all’incirca cinque minuti prima che James fosse catturato da Jack, che a quanto pare non poteva essere ucciso come gli altri morti. Jack tuonò dicendo: “L’avarizia ha preso possesso della tua anima, dammela e non farai più il taccagno!”. Soffiò una lingua di fuoco dalle cavità della sua faccia, uccidendo il povero James. Ero l’ultimo sopravvissuto e non cercai neanche di nascondermi, mi consegnai ai morti. Quando Jack mi vide disse “Aaaaaaah! Lo studioso, forse l’unico con un’anima pulita! Forza affrettati, sono tutti morti, ti portiamo a Dublino!”. Così salii su un peschereccio insieme a Jack e tre morti. Guardai Marwolaeth per l’ultima volta, per poi girarmi verso l’orizzonte. Ormai si vedeva la costa, eravamo quasi arrivati a Dublino. Ad un certo punto Jack mi si avvicino dicendo: “Non dovrai dire a nessuno di Marwolaeth! Nessuno! Anzi per sicurezza…”. Jack mi mise uno strano collare con al centro una pietra color ambra che sembrava un inquietante occhio. Jack disse: “Questo è il collare-spia di Papa Benedetto IX. Benedetto era una delle carogne più carogne che io abbia mai incontrato, arrivato nell’Oltretomba per caso. Quelli come lui a, parer mio, andrebbero messi in un girone dell’Inferno tutto per loro. A Benedetto, visto che era un Papa orribile, abbiamo deciso di mettere questo collare, in grado di vedere tutto quello che faceva. Alla fine abbiamo scoperto che aveva ben 12 amanti! Quando sentirai bruciare la pietra, se l’avrai detto a qualcuno o l’avrai scritto, morirai!”. Jack mi getto in mare. Gli anni sono passati, ho voltato pagina e vivo al centro di una meravigliosa brughiera, con una casa simile alla prima che ho avuto. Ho scritto questo manoscritto e… sento bruciare la pietra! L’ambra sta bruciando! Ho rivelato il segreto di Marwolaeth! Stanno arrivando! Prima mi uccideranno, poi si insedieranno nel nostro mondo cacciandoci da esso! Li sento arrivare, stanno abbattendo la porta, sono entrati… ma io non perderò la mia sanità mentale, l’unica cosa da fare è buttarmi, buttarmi dalla finestra! Mi butto e poi… Solo il silenzio, rotto da una voce gutturale e spettrale: “È morto mio signore, lo studioso è morto…”.


