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LE “VITTIME DIMENTICATE” DEL REGIME FASCISTA

La LUNA nuova, giugno 2024.

Il 27 gennaio 2024 si è ricordato il “Giorno della Memoria” per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data scelta corrisponde all’anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, il più grande campo di concentramento e sterminio nazista. Il Giorno della Memoria è stato istituito per informare il pubblico sull’Olocausto e commemorare ufficialmente tutte le vittime del regime nazista. Tra queste si contano sei milioni di ebrei e milioni di altre persone, tra cui polacchi, slavi, rom e sinti, omosessuali e persone con disabilità.
Un altro gruppo che è stato vittima di persecuzione sono i Testimoni di Geova. Il professor Detlef Garbe, ex direttore del Memoriale del campo di concentramento di Neuengamme, ha spiegato: “I Testimoni di Geova, che nel Terzo Reich subirono un’implacabile persecuzione, sono tra le cosiddette vittime dimenticate del regime nazista. Per decenni sono stati ignorati […] nonostante il fatto che un considerevole numero di Testimoni di Geova subisse persecuzione e morte”. I Testimoni furono oppressi perché si rifiutarono di imbracciare le armi o di conformarsi all’ideologia nazista dell’odio. “I Testimoni di Geova erano l’unico gruppo cristiano sotto il Terzo Reich a essere contrassegnato da un simbolo specifico per i prigionieri: il triangolo viola. Erano perseguitati solo sulla base delle loro convinzioni religiose”, dice Roberto Guidotti, portavoce dei Testimoni di Geova. “I nazisti offrirono loro la libertà se avessero rinunciato alla loro fede e avessero sostenuto il regime. Eppure hanno avuto il coraggio di attenersi ai valori cristiani: la lealtà a Dio e l’amore per il prossimo”.
“Già nel 1933 l’attività dei Testimoni di Geova fu presa di mira dal governo nazista e i Testimoni furono messi al bando in tutta la Germania perché i loro princìpi morali di pace e rispetto del prossimo non erano in linea con l’ideologia nazista del razzismo, dell’odio e del nazionalismo estremo”, ha detto lo stesso Roberto Guidotti. “Il modo in cui i Testimoni mantennero la loro fede mentre affrontavano le crudeltà quotidiane di Auschwitz è una parte poco conosciuta della storia dell’epoca nazista. Chiunque abbia forti convinzioni troverà avvincente la loro storia”. “C’è voluto troppo tempo perché la persecuzione nazista dei Testimoni di Geova fosse resa pubblica e onorata, nonostante le testimonianze dei sopravvissuti ai lager e la seria documentazione storica”, ha detto il sociologo Luigi Berzano. “Quanto ha colpito i Testimoni è stata e rimane una testimonianza unica, totalmente religiosa”.
Dei 35.000 Testimoni che si trovavano nell’Europa occupata, circa 13.400 furono vittime della persecuzione nazista,
circa 11.300 persone furono arrestate, circa 4.200 furono mandati nei campi di concentramento, più di 1.250 Testimoni di Geova vittime della persecuzione nazista erano minorenni, circa 600 figli di Testimoni di Geova furono sottratti ai loro genitori dal governo nazista, almeno 72 Testimoni di Geova furono uccisi con l’eutanasia e almeno 548 Testimoni, alcuni dei quali minorenni, morirono per esecuzione o omicidio volontario. In totale circa 1.600 Testimoni persero la vita a causa della persecuzione nazista. Si stima che almeno 6.000 Testimoni fossero detenuti in prigioni o campi di concentramento durante il periodo dell’Olocausto.

Quest’anno, mentre in tutto il mondo si svolgono conferenze e mostre relative al 79° anniversario della liberazione di Auschwitz, i Testimoni di Geova hanno pubblicato online un opuscolo intitolato Triangoli viola: Le “vittime dimenticate” del regime nazista: jw.org > Biblioteca digitale > Libri e Opuscoli > Guida alla mostra “I testimoni di Geova, saldi” (jw.org). L’opuscolo di 32 pagine contiene immagini e documenti tratti da una mostra itinerante, visitata in totale da 600.000 persone e curata qualche anno fa dai Testimoni per informare il pubblico sulla persecuzione subita durante l’Olocausto. I 50 pannelli tridimensionali sono stati esposti in diversi musei commemorativi di ex campi di concentramento e istituzioni scolastiche e culturali in tutta Europa.
La mostra fu ospitata anche da diverse località dell’Appennino modenese, per esempio Montefiorino, Lama Mocogno, Montecreto e due volte a Pavullo. Intervennero professori, studenti, autorità, storici e altri interessati all’argomento.

Per saperne di più sui Testimoni di Geova, visitate jw.org. Tutti i contenuti sono gratuiti e non è richiesta alcuna registrazione.

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