
Gabriele Monti
Nei giorni 25, 26 e 27 settembre è venuto a Palagano un nutrito gruppo facente parte dell’Associazione Amici del Madagascar dei Monti Iblei in provincia di Ragusa. Sono venuti a trovarci e, in particolare, a fare visita alle nostre suore dopo che sono entrati in contatto con la nostra associazione S.C.I.L.L.A. lo scorso anno in Madagascar.
Il gruppo, di circa 50 persone, è stato ospitato presso le strutture delle suore, la nostra Unità Pastorale si è occupata dei pranzi e dell’accoglienza; a questo proposito, bisogna sottolineare la grande partecipazione di volontarie e volontari che hanno contribuito nella preparazione dei pasti, pulizia della sala da pranzo e apparecchiatura per il successivo pasto; nei tre giorni impegnati, hanno dato il loro apporto persone di tutte le parrocchie dell’Unità Pastorale: da Boccassuolo a Palagano, Savoniero, Susano, Costrignano e Monchio. Un grazie a tutti anche per la collaborazione e la serenità dimostrate lavorando insieme, cose che hanno fatto sentire i nostri ospiti a casa propria.
Ma ritorniamo all’associazione siciliana: tutto è cominciato da un’esperienza di don Luca Bandiera il quale ancora diacono si recò in Madagascar dove entrò in contatto con una realtà di bambini abbandonati enorme; era il 1998, ritornato al suo paese, Palazzolo in provincia di Ragusa, subito si attivò per costituire un gruppo che si occupasse di quei bambini, da allora ha sostenuto con adozioni a distanza più di 6.000 bambini. Attualmente l’associazione comprende persone di Palazzolo, Melilli, Siracusa, Augusta, Giarratana, Canicattì, Ragusa, Solarino, Modica, Floridia e Lentini, praticamente tutta una diocesi e oltre.
Inevitabile incontrare le nostre suore che già operavano in quei luoghi, ne è nata una collaborazione che nel corso di 25 anni ha dato tantissimi frutti: refezione scolastica giornaliera, costruzione a Saradroa di una scuola e un dispensario, realizzazione del selciato dalla strada principale alla casa delle suore ad Alarobia, sempre ad Alarobia, perforazione di due pozzi di acqua potabile dotandoli di pompe elettriche e, per finire, ma non è tutto, molte adozioni e borse di studio per 70 studenti universitari.



