Al nuovo Cinema Excelsior una bella occasione di incontro per parlare della storia della bandiera italiana nel processo unitario.

Bandiera del Regno Unito d’Italia (1805-1814) 
Bandiera della Prima Repubblica Italiana (1802) 
Lapide commemorativa del trattato di Küçük Kaynarca (21 Luglio 1774). 
Bandiera della Giovine Italia (1931) 
Coccarda tricolore originale usata nei moti di Bologna. 
Bandiera della Repubblica Cispadana. 
Bandiera della Repubblica Italiana.
Pietro Tornabene
Per ricordare la nascita della bandiera italiana con legge del 31 dicembre 1996 n. 671 è stata istituita La Giornata nazionale della bandiera, conosciuta anche come Festa del Tricolore e si festeggia ogni anno il 7 gennaio (a ricordo del 7 gennaio 1797 quando a Reggio nell’Emilia venne decretata la prima adozione ufficiale del tricolore come bandiera nazionale di uno Stato italiano, la Repubblica Cispadana). In tale contesto, grazie alla collaborazione del Comune di Palagano, del Gruppo Alpini e dei vari gruppi che operano sul territorio come l’Associazione Luna di Palagano e la Prolocos Palagano, il 7 gennaio 2026 in una fredda giornata invernale alle 18.30 presso il Nuovo Cinema Excelsior di Palagano è stata organizzata la conferenza con titolo “La Storia della Bandiera Italiana nel processo unitario”. Il relatore della conferenza è stato il Generale dell`Esercito, in quiescenza, Pietro Tornabene, palaganese di adozione e cultore di Memorie Patrie e del Risorgimento. A sottolineare l’importanza dell’evento la presenza del sindaco di Palagano Fabio Braglia.
La Bandiera è il simbolo per eccellenza di una Nazione. Essa rappresenta perfettamente, nella sua essenza, il significato di simbolo. Simbolo significa mettere insieme (dal latino symbolum (contrassegno), dal greco sðmbolon, derivato di symbállo (metto insieme), e la Bandiera è il simbolo che mette insieme i valori fondanti di una comunità che insistendo su un territorio e parlando una stessa lingua, si riconosce come Nazione.
è per tale motivo che ogni volta che in una Nazione avvengono importanti cambiamenti istituzionali, la foggia della Bandiera (inclusi anche i colori) normalmente cambia. Si è così parlato nella conferenza dell’orine dei colori, verde bianco e rosso e delle strisce orizzontali del 1797 (come oggi la bandiera ungherese), a quella a strisce verticali della Repubblica Cisalpina del 1798 (come la nostra bandiera oggi), a quella romboidale della prima Repubblica Italiana del 1802 (come lo stendardo odierno del Presidente della Repubblica) fino ad arrivare all’adozione dell’attuale tricolore nel 1946. Dell’origine dei colori e dei diversi cambiamenti di foggia sono state delineate le motivazioni e il contesto storico ricordando il travagliato percorso che ha portato all`unità della penisola da 5 piccoli stati alla nazione odierna che comprende l’intera penisola e le due isole maggiori. Si è sottolineato che se è noto a tutti che l’Unità nazionale venne raggiunta il 17 marzo 1861, quando Re Vittorio Emanuele II fu proclamato Re d’Italia (a quel tempo il Tricolore italiano esisteva già da più di settanta anni), non a tutti è noto da quando l’italianità esisteva.
Prima che l’Italia esistesse come nazione, esisteva l’italiano, e l’italiano dava senso, corpo e visione alle élite che tale lingua parlavano. è poco noto che per tutto il 1700 la lingua franca del Mediterraneo fu l’italiano, non il dialetto di uno dei tanti Stati che componevano la penisola, ma l’italiano letterario, quello che si rifaceva a Dante, Petrarca e Boccaccio.
Il trattato di Küçük Kaynarca tra l’Impero Ottomano e la Russia, firmato il 21 luglio 1774, era redatto in turco, russo e, come lingua franca, in italiano. Ne rimane prova in una lapide commemorativa dell`evento che oggi si trova in Bulgaria nella città di Kajnardža, nella provincia di Silistra (al confine Nord-Est bulgaro), dove è scritta la seguente frase: “La Fulgida Porta promette una ferma protezione della religione christiana e delle chiese di quella”. L’italiano c’era e c’era anche il sentimento dell’italianità, sentimento espresso da letterati come l’Alfieri e Ugo Foscolo, tra i più famosi.
è la Rivoluzione Francese che fa balenare nella mente degli entusiasti di ciascuna nazione europea l’idea che il sogno della realizzazione di una Nazione (sognata in nuce nelle opere romantiche dell`epoca), sia possibile.
Una Nazione dove popolo, territorio e lingua siano l’ideale realizzazione dell’unità di una comunità.
Ciò avvenne anche in Italia, nella notte tra il 13 e il 14 novembre 1794 quando due giovani cospiratori di Bologna, Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis sotto l’influenza di un agente segreto corso, Cristoforo Saliceti, organizzarono una insurrezione contro il Governo papale che, seppur soffocata nel sangue, vide la nascita della prima coccarda tricolore verde, bianca e rossa. Era un primo segno di individualità che aveva aspirazioni di nazionalismo politico.
La scelta del bianco e rosso fu legata ai colori di Bologna, mentre il verde, segno di speranza, si rifaceva al primo colore rivoluzionario della Francia alla vigilia della presa della Bastiglia, probabilmente ispirato dal Saliceti (personaggio molto legato a Napoleone e che, per conto di Napoleone, percorreva l’Italia per raccogliere elementi di intelligence volti a favorire la causa francese in Italia).







