La bellezza di un centro abitato è plasmata da scelte pubbliche e iniziative private, spesso difficili da conciliare.
(La Mandragola, Niccolò Machiavelli)

Daniele Fratti
La Repubblica, nel suo impegno a promuovere cultura e ricerca, si fa paladina anche della bellezza del nostro paesaggio e del ricco patrimonio storico-artistico della Nazione” (art. 9, Costituzione italiana). Un manifesto che ci ricorda quanto sia importante custodire la nostra identità attraverso le meraviglie che ci circondano. Ma se da un lato celebriamo il nostro passato, dall’altro, sembra che il presente di Palagano, incastonato tra le sue colline, stia scivolando via senza lasciare un segno tangibile. L’Istat, nei suoi intricati meandri di statistiche, rileva tra gli indicatori del benessere il paesaggio e il patrimonio culturale. Il diritto alla bellezza e la tutela del paesaggio sono una delle missioni proprie dello Stato.
Tuttavia, in questo contesto, sembra emergere un vuoto. In mezzo alle urgenze quotidiane – scuola, lavoro, sanità – sembra che la riqualificazione urbana di Palagano sia relegata in secondo piano.
In alcuni borghi qualcosa si è mosso, come a Lama di Monchio e Boccassuolo, ma nel cuore di Palagano, il tempo sembra essersi fermato, con scarse trasformazioni negli ultimi decenni.
L’attenzione si è focalizzata ultimamente sul parco comunale, con interventi che hanno regalato nuova vita e vitalità, mentre nel resto del paese l’ultima azione incisiva è stata la realizzazione dei camminamenti, risalente alla giunta Galvani. Tuttavia, il tema è complesso, poiché la bellezza di un centro abitato è plasmata da scelte pubbliche e iniziative private, spesso difficili da conciliare.
Le tipologie costruttive, dagli anni ’70 in poi, hanno abbracciato la diversità con edifici in pietra, mattone a vista, legno, intonaci vari, creando un mosaico architettonico talvolta controverso.
Non tutto è perduto e forse è il momento di ravvivare l’anima di Palagano. Piccoli interventi pubblici o in collaborazione pubblica/privata potrebbero donare carattere agli angoli nascosti del paese. Perché non trasformare le piazze in luoghi accoglienti e immaginare l’introduzione di elementi di arredo che siano un autentico invito a scoprire il cuore del paese? Alcuni paesi appenninici, come Fanano, ci hanno già mostrato che è possibile.
Palagano potrebbe non diventare una meta turistica di punta, ma ha il potenziale per offrire non solo una natura straordinaria, ma anche piacevoli passeggiate estive per abitanti e turisti. Lasciamo che la bellezza di Palagano risplenda, rendendolo un gioiello nascosto da scoprire nelle pieghe delle colline appenniniche.




