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SCONFINATAMENTE

Oulx.

Prima di tutto esseri umani. Proprio come te.

la LUNA nuova – Giugno 2024

Daniele Bettuzzi

Che il viaggio sia lieve, ma profondo,
Possa portare risposte che possano portare nuove domande.


Che sia breve, che sia lungo,
Che sia ricco, vita, storie, diversità, empatia, comprensione, accettazione, ugualianze differenti.

Chi per primo, chi per ultimo, chi ricade, chi si rialza, chi si ferma, chi riparte. 
Che ognuno è al suo posto nel momento che è giusto, che un giorno capiremo e prenderemo per grato.

18 aprile 2022 

Solo i coraggiosi e quelli disposti a scoprire il diverso amano viaggiare nella paura dell’ignoto, per l’amore e per il gusto della scoperta, con la curiosità
di conoscere il nuovo, il diverso, per l’imparare,
per il non sentirsi mai arrivati, mai da soli,
per abbattere i propri limiti e allargare i propri confini.

Che sia un viaggio fisico, che sia un viaggio mentale, che si viaggi nel mondo, che si viaggi in se stessi, con lo spirito, con l’anima, che si viaggi in una persona, o che ci si lasci viaggiare.

Il viaggio è vita, la vita è un viaggio.

No, perché poi, arriverà il giorno in cui i nostri nipoti o pronipoti, o chissà, forse saranno proprio i nostri figli, ci chiederanno: “Ma voi cosa facevate durante quegli anni, quando tutto questo accadeva sotto ai vostri occhi?”.

Perché io alla mia bisnonna l’ho chiesto e lei, circa 100 anni fa, quando la moda era la svastica e l’essere tutti uguali, aveva accolto una famiglia ebrea in casa sua.

Penso che il tempo poi ci abbia donato a suo tempo la giusta risposta. Non cerchiamo di commettere, nel rispetto della nostra libertà di scelta e di pensiero, lo stesso errore. E per quanto sarà possibile nella condizione di ognuno di noi, ci sono e ci saranno sempre degli ultimi che avranno bisogno del nostro aiuto.

E anche su questo la memoria serve ed è importante ed è corta.
Ieri noi, oggi loro e domani?

Chi vorremmo trovare noi dall’altra parte?

In ogni caso, quante persone meravigliose che ci sono da quest’altra parte.
Almeno ogni tanto un sospiro di sollievo lo si può tirare.

Trieste, 10 Marzo 2024

La consapevolezza prima di tutto, poi ognuno, come giusto che sia (sperando che lo sarà per sempre), si farà la propria idea.
Ma il fatto che non si conosca un problema, non vuol dire che il problema non esiste, che va poi a finire che siamo tutti nella stassa barca (barcone), e poi loro che colpa hanno se qui le cose a noi non vanno come vorremmo?

Pensieri confusi: più conosco e meno capisco.

Detto questo, mi sento così privilegiato e fortunato di poter vivere questo tipo di esperienze che mi fanno capire dinamiche di un mondo di cui facciamo parte, di cui incolpevolmente lo alimentiamo e di cui più viaggio, più conosco, ma meno capisco… E rimango affamato di sapere e di capire e allargo di un poco la mia piccola mente che a volte fa scherzi, si accontenta, si abbuia, si abitua, diventa ciclica, non sconfinata.

La vita qui è diversa, ingiusta, lenta… C’è del buono in questo stile di vita che si dovrebbe far tornare, valorizzarlo e riprenderlo, ma c’è assolutamente dello sbagliato e del senso di impotenza assoluta per queste persone che la loro incolpevole condanna rimane l’ignoranza più misera e assurda, dovuta a scelte di persone ricche e (mal)sapienti. Questa non conoscenza, non sapienza è la loro più grande inconsapevole sfortuna, ma probabilmente anche la loro “fortuna” per accettare tutto questo come normale e abitudinario.

Una delle cose che mi ha lasciato più dolore e riflessione è che qui l’uomo di colore considera l’uomo “bianco” superiore… È orribile. La superiorità nella razza, nella specie non esiste, punto, viene solo imposta, indotta e sfruttata.

Ognuno nel suo piccolo combatte le proprie battaglie, ma alcune vanno combattute (anche nel silenzio) insieme.

Oulx.

Perché poi alla fine il giro di Do suona poi così ovunque.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me
Spesso mi ha fatto pensare
Genti diverse venute dall’est
Dicevan che in fondo era uguale
Credevano a un altro diverso da te
E non mi hanno fatto del male
Credevano a un altro diverso da te
E non mi hanno fatto del male”.

Oulx.

“I profughi sono un’arma potente, più dei missili”

@valerionicolosi

14 Luglio 2022, Calais (Francia).

Perché a me sì e a loro no?

È da qualche tempo che sono in viaggio: parto, vado, torno, parto, vado, torno, etc etc…
Sono libero.
Come sempre sono infinitamente e consapevolmente grato del fatto che mi posso permettere questo tipo di periodo, sotto diversi aspetti, chiaramente quello economico e, non da meno, quello personale, che mi ha portato a questa non-scelta di rimettermi in totale discussione e cercare di trovare un senso assoluto (che ad oggi più lo cerco, meno lo sto trovando) alla vita, al mondo, alla società.
Senza dilungarmi troppo in una retorica banale,
scontata e già letta e riletta, ho una domanda che mi tormenta da quando sono partito, soprattutto in questo mio ultimo viaggio.
Perché a me sì e a loro no?

Mi è capitato, mi sta capitando di attraversare diverse frontiere e, per caso o per scelta, alcune tra le più delicate sul tema immigrazione.
Ogni volta che mi capita di arrivare in uno stato nuovo mi si accende di adrenalina, di curiosità e di energia il cuore,
il cervello, il corpo, cercando e provando a godermi al meglio la cultura, le tradizioni, la gente etc etc..
Ultimamente però mi sono successe determinate esperienze che non mi fanno vivere in leggerezza e spensieratezza la cosa.

Qualche giorno fa ho passato totalmente indisturbato il confine italo-francese passando da Oulx, paese di confine dove i migranti provano a raggiungere una sorta di “terra promessa”, ma mentre io l’ho passato in totale spensieratezza con la mia macchina, questa povera, incolpevole gente rischia la vita (alcuni la perdono anche) provando le rotte più disperate per non farsi beccare dalla polizia, che mi ha accolto con un bel sorriso.
Perché a me sì e a loro no?

La notizia di qualche giorno fa, dove a Chios nel campo profughi, dove ho prestato servizio per qualche giorno, dove è stata trovata una ragazza morta di fame e sete (più altre 4 persone ancora disperse) dove si era nascosta per sfuggire a dei “controlli” della polizia, mi sta dando una profonda sensazione di disagio, dolore, sconforto al cuore, all’anima. La stessa polizia che quando sono passato dalla frontiera che separa la Grecia dalla Turchia, forte del mio passaporto italiano, mi ha sorriso.
Perché a me sì e a loro no?

La rotta balcanica l’ho attraversata in parte anni fa per vacanza con la mia famiglia, quando non sapevo e non mi interessavo ancora per nulla in questa cosa. Belle le frontiere, la Slovenia, la Croazia, la Bosnia, il mare, i larghi paesaggi, i villaggi… A Oulx ho conosciuto un ragazzo di 22 anni che percorrendo di sicuro non l’autostrada, di sicuro non la strada, gli hanno rubato e sequestrato documenti, soldi, averi ed è stato picchiato, e da quel giorno soffre di schizofrenia e manie di persecuzione e tutto quello che voleva era solo raggiungere suo padre malato in Germania.
A me quel viaggio era piaciuto, se mio padre avesse bisogno di me in Germania sarebbe molto semplice per me poterlo andare a visitare. Perché a me sì e a lui no?

Domani passerò un altro confine, passerò da Calais, dove c’è un campo profughi rinominato “Giungla di Calais”, dove gente vuol semplicemente andare in Inghilterra per rifarsi una vita e scappare da problemi di cui raramente sono responsabili. Anche io domani voglio semplicemente andare in Inghilterra e godermi la vita e probabilmente sto anche scappando da qualche mio problema che con gli occhi di adesso mi fa sentire solo stupido. Io domani sono sicuro che non avrò problemi, gente muore a Calais, gente muore nel mare..
Io prenderò un traghetto e sarò al sicuro.
Perché io sì e loro no?

Sia chiaro questo messaggio è puramente a scopo riflessivo, io non ho nessuna risposta, mi sono fatto solo qualche idea e domanda e non c’è nessuna accusa volta nei confronti di qualcuno, se non di chi potrebbe cambiare davvero le cose, e questa persona credo veramente non saremo né io, né te che leggi questa mia superflua e lunga riflessione.

È chiaro, scontato e risaputo che ognuno ha i suoi pensieri, le sue battaglie, il suo condominio da amministrare e nessuno ha bisogno di “pensieri importanti” in più, ma se queste mie parole potranno arrivare a qualcuno che quando potrà, riuscirà, per quel che potrà o vorrà, sarà disposto a migliorare questa situazione, perché io sì e loro no?

“C’è gente che dice che vuol lottare, e poi confonde il fischio di inizio della partita con quello dell’ultimo minuto e va a casa”.

“Quel giorno ti sembrerà di essere solo ma non lo sei. E ricorda una cosa ancora più importante. Guarda intorno al tiranno che tu odi e troverai mille servi e mille complici. Guarda intorno a loro e ne troverai altri mille, e mille ancora. Sono nati in un giorno solo? Combattere prima di quel giorno vuol dire combattere quel giorno”.

“Volevi consumare una cosa preziosa, come la voglia di lottare ogni giorno. Credevi che il tuo destino fosse segnato, avevi previsto tutto, dramma, tragedia e revolverate, invece la memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino nel mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo. Basta mollare un attimo e tutto va in rovina”.

Stefano Benni

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