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GENESI NORD

La LUNA nuova, dicembre 2025.

Claudio Bernardi

Minuscolo paesino montano
ben incastonato
nel terreno calcareo,
metri d’altitudine: più d’ottocento,
anime viventi: meno d’ottanta.
Per quel che ne so
potrebbe essere stato
quello stesso terreno
aspro e cruento
a generare il padre
del padre di mio padre.
Chi da ventre di donna non è nato
potrà forse mettere fine
alla follia del Macbeth.
Terra d’Emilia
di memoria s’adorna
più della Prima
che della Seconda
Guerra Mondiale,
un Tricolore fibroso essenziale:
sempre-verdi, nevi bianche,
rocce rosse sulle pendici
di scogli Appenninici
che piombano a valle.
Precipizî scoscesi, ferrigni,
costellati di capre selvatiche,
paesetti isolati,
casette, capanni,
legnaie sporadiche.
Famiglie strette, gogne alla gola:
qui ci si impicca senza far danni
o dire parola,
pour ne pas déranger les gens 1,
senza far chiasso,
tirando calci al vento 2,
prendendo a calci il tempo:
è la follia di un ultimo passo
di danza… senza pavimento.
Si dice di uno che pendendo freddo
dal trave maggiore della sua stanza,
avesse ancora in testa il berretto,
avesse ancora le mani in tasca.
Si sa, la montagna è resistenza:
chi vi si arrende lo fa da colonna,
sarà che nelle gelate che fende
si fa di cristallo
lo specchio, e deforma
l’immagine in stallo
della coscienza,
che si riflette
mostrandosi nuda:
la fissi e ti fissa,
la tocchi e si flette,
le parli ed è muta.
Tutto è battaglia
di logoramento:
ed ogni anno
l’Assedio Invernale
pare più lungo,
pare più lento,
pare impossibile
da sopportare.
E dei mestieri
si canta l’amore:
ode alla schiena
curva e trionfante
del lavoratore:
che sembra l’arco
robusto d’un ponte.
Certo che pare
strano a pensarci
che in guerra aperta
con quell’ambiente,
si trovino sempre
energie sufficienti,
per preoccuparsi
di scandali e gente.
È strano che cose
tanto meschine
trovino bocche
tanto capienti,
proprio sui fronti
dove alla fine
– dalle gore dei monti,
dal tramonto all’aurora –
si fissano sguardi
in allerta ognora
al Gigante Sublime
della Natura.
Foreste di conifere,
montagne di diaspri.
Spauracchio fra i mostri
è il Lupo Mannaro:
colui che insospettabile
nascosto in mezzo gli altri
precipita insaziabile
agli impulsi più bassi:
uccide un compagno,
picchia una moglie,
tocca una figlia:
apre la porta al Diavolo-Fauno
ch’è il vessatore d’ogni famiglia.
E proprio come
nel Sud profondo
finisce che niente
si sa mai per certo
ma tutto di tutti
si sa per conto
(per conto terzi).
Solo chi non si distrae dal lavoro
e segue modesto il suo dritto sentiero
può vivere vita degna di un uomo
(di un uomo vero).
Lassù!
Sulla cresta frastagliata degli Appennini,
dove sguardi a strapiombo come pojane
immortalano le immense piane
di fiumi congelati e di rovine
villanoviane.
Lassù!
Sulla cresta frastagliata degli Appennini,
dove le rocce spaccate hanno stampi
dei fossili eterni di bestie marine:
mostruosi abitanti
dell’oceano che fu
persino
lassù.
Dove esausta risale
la mia linea di sangue,
che torna a impregnare
i campi e le strade
dell’aspro terreno
che gelido langue,
che generò il padre
del padre
di mio padre.

1 G. Brassens, Pauvre Martin.
2 F. De André, La Ballata degli Impiccati.

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