{"id":5990,"date":"2009-01-30T17:56:00","date_gmt":"2009-01-30T16:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=5990"},"modified":"2026-09-25T18:00:15","modified_gmt":"2026-09-25T16:00:15","slug":"i-beni-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=5990","title":{"rendered":"I BENI COMUNI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#944a15\" class=\"has-inline-color\"><strong>TERZA PAGINA<\/strong><\/mark><\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"740\" data-src=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-644 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 800px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 800\/740;width:296px;height:auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica.webp 800w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica-300x278.webp 300w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica-768x710.webp 768w\" data-sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/32gennaio2009.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"1160\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">La LUNA<\/mark><\/a><\/strong><em><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/32gennaio2009.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"1160\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><\/mark><\/strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>nuova<\/strong><\/mark><\/em><\/a><\/em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/32gennaio2009.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"1160\">, gennaio 2009<\/a><\/mark><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><strong>Massimo De Angelis<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Cosa sono i beni comuni? Voglio essere diretto: i beni comuni sono risorse per le quali la gente non deve pagare per usarli. In altre parole: i beni comuni sono beni non mercificati, l&#8217;uso dei quali \u00e8 condiviso dalla comunit\u00e0 che ne trae tutti i benefici e che ne affronta i costi. Se credete che per questo i beni comuni siano un&#8217;utopia, beh! Allora voi state respirando un&#8217;utopia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">I beni comuni per\u00f2 non sono beni liberi, dei quali uno fa quello che vuole. L&#8217;uso e l&#8217;accesso a questi beni \u00e8 sempre definito all&#8217;interno di istituzioni, costumi, regole o norme sociali e\/o comunitarie. E questo in tutto il mondo in una miriade di forme, e in tutte le epoche della storia. Nelle forme tradizionali e classiche, queste norme sono decise dalla comunit\u00e0 stessa, molto spesso come tra le popolazioni indigene dell&#8217;America centrale, le realt\u00e0 tribali africane o tra i membri di una polisportiva di un paese di montagna nell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano in forme che esprimono valori di democrazia assai pi\u00f9 elevati di quella parlamentare o municipale di uno stato moderno. Le comunit\u00e0 si danno regole al fine di garantirne la sostenibilit\u00e0, evitando che questi beni (acqua, terra, foreste, risorse energetiche, ma anche edifici e strutture pubbliche, scuole, biblioteche multimediali, strade e via dicendo) si consumino oltre le capacit\u00e0 rigenerative naturali o sociali del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Il fatto che le comunit\u00e0 si diano delle regole per la gestione dei beni comuni, \u00e8 un fatto che, chi ne propone la privatizzazione, dimentica. Per loro vige invece il principio della cosiddetta &#8220;tragedia dei beni comuni&#8221;, poich\u00e9 si immaginano non una comunit\u00e0 che lavora insieme per gestire i beni in comune, ma un gruppo di individui senza rapporti sociali tra di loro, ognuno interessato unicamente a massimizzare il suo tornaconto. Se cos\u00ec stessero le cose, infatti, non ci sarebbe veramente scampo: quel pascolo sar\u00e0 esaurito, quella fonte sar\u00e0 inquinata e quell&#8217;aria impregnata di tossicit\u00e0. E ci sar\u00e0 sicuramente chi tra i lettori crede che questo sia naturale, che sia l&#8217;essere umano ad essere un lupo nei confronti del prossimo (homo homini lupus), e che quindi privatizzare le risorse per l&#8217;appropriazione privata sia l&#8217;unico modo per far s\u00ec che esse siano gestite in modo appropriato. Ma questa \u00e8 una credenza riduttiva e cieca, che si scontra con innumerevoli esempi contrari che dimostrano la vitalit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 (a volte, come il caso dei pascoli comuni svizzeri, si tratta di sostenibilit\u00e0 centenaria) di beni comuni gestiti dalle comunit\u00e0. Ma rimando a un prossimo intervento una rassegna di alcuni esempi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Ora, perch\u00e9 parlare di beni comuni in queste pagine de &#8220;la Luna&#8221;? Per una ragione molto semplice, ma anche molto complessa. Ci troviamo nel mezzo di due enormi e potenzialmente devastanti crisi, l&#8217;effetto delle quali si sta gi\u00e0 avvertendo anche tra i nostri monti. Da una parte, c&#8217;\u00e8 la crisi che sta colpendo le economie e la finanza di tutto il mondo con tragiche ripercussioni sociali. Dall&#8217;altra, una crisi ecologica planetaria e di cambiamento del clima con altrettante conseguenze sociali (per non parlare di quelle ovvie, cio\u00e8 ambientali). Entrambe queste crisi sono il prodotto di modelli di sviluppo incentrati su politiche che vedono nella &#8220;tragedia dei beni comuni&#8221; la loro mercificazione e il conseguimento del profitto privato senza limite, la loro ragione d&#8217;essere. \u00c8 ora di voltare pagina perch\u00e9 non ci si pu\u00f2 ancora una volta illudere che la soluzione di queste grandi crisi avvenga attraverso le stesse istituzioni politiche ed economiche che le hanno provocate. La loro soluzione \u00e8 anche e soprattutto nelle nostre mani, nella nostra capacit\u00e0 di fare comunit\u00e0 produttiva, e di confrontarci e lavorare insieme ad altre comunit\u00e0 che condividono i nostri problemi, sul territorio, nella regione, nel continente e nel pianeta. \u00c8 ora di iniziare una riflessione collettiva su tali questioni anche tra i nostri monti, nelle nostre comunit\u00e0. Qual \u00e8 il nostro patrimonio comune? Cosa ne \u00e8 della nostra acqua? Quali fonti energetiche rinnovabili potrebbero essere valorizzate se pensassimo al bene del territorio e della comunit\u00e0 montana? E la cultura e il sapere: che accesso abbiamo noi, in montagna, a questo patrimonio umano collettivo? Quali beni comuni sono necessari per rilanciare la cooperazione sociale e il lavoro tra i nostri monti? Grandi domande sui beni comuni alle quali si pu\u00f2 dare solo una risposta&#8230; in comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sono i beni comuni? 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