{"id":5709,"date":"2023-12-20T11:40:00","date_gmt":"2023-12-20T10:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=5709"},"modified":"2026-09-13T11:45:00","modified_gmt":"2026-09-13T09:45:00","slug":"quali-sogni-ci-guidano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=5709","title":{"rendered":"QUALI SOGNI CI GUIDANO?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">&#8220;L\u2019unico momento in cui mi sento vivo \u00e8 quando dipingo&#8221; (Vincent van Gogh)<\/mark><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"1242\" data-src=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Van-Gogh-La-vendemmia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5711 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Van-Gogh-La-vendemmia.jpg 1500w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Van-Gogh-La-vendemmia-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Van-Gogh-La-vendemmia-1024x848.jpg 1024w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Van-Gogh-La-vendemmia-768x636.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1500px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1500\/1242;\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/64dicembre2023-WEB.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"493\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">La LUNA<\/mark><\/a><\/strong><em><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/64dicembre2023-WEB.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"493\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><\/mark><\/strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>nuova<\/strong><\/mark><\/em><\/a><\/em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/64dicembre2023-WEB.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"493\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">, dicembre 2023<\/a><\/mark><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><strong>Maddalena De Bernardi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Conosco una persona che aveva un sogno: andare in America. L&#8217;aveva cullato da tanto quel sogno, per questo un giorno decise che doveva affrontarlo. Quindi, cosa fece? Il primo passo che ritenne utile fu il pi\u00f9 semplice e pragmatico, ovvero recarsi in commissariato e sbrigare tutti i passaggi necessari per avere un passaporto. Perch\u00e9 senza passaporto in America non ci vai. Di tutta risposta i famigliari scossero la testa perplessi e fecero notare come la probabilit\u00e0 del viaggio non fosse fra i progetti immediati, n\u00e9 la sua organizzazione. Che senso avrebbe avuto tutta l&#8217;urgenza per un passaporto da lasciare nel cassetto? In ogni caso il documento fu deciso e ritirato poi, come previsto, riposto nel cassetto. Ma non era destinato a restarci troppo. Imprevedibilmente, nei modi fantasiosi in cui sa sorprenderci la vita, la proposta per un viaggio al di l\u00e0 dell&#8217;oceano arriv\u00f2 e in brevissimo tempo. Non si trattava di una vacanza bens\u00ec di una piccola trasferta lavorativa nata nel contesto di un&#8217;amicizia. Il problema era uno solo: serviva un passaporto valido e&#8230; subito! Per fortuna, nel cassetto si trovava un passaporto fresco di stampa che non aspettava altro che essere utilizzato, cos\u00ec il vecchio sogno non solo divenne realt\u00e0, ma si trasform\u00f2 anche nella preziosa occasione di andare alla scoperta di un Paese dall&#8217;interno, attraverso la casa e la condivisione con persone che l\u00ec vi risiedevano da anni. Naturalmente, non mancarono altre scossate di testa e perplessit\u00e0 da parte dei soliti (dove vai se l&#8217;inglese non lo sai?), ma tant&#8217;\u00e8: ormai era fatta.<br>Questa storia ci insegna una lezione, anzi due. Un conto \u00e8 avere un sogno, un altro \u00e8 iniziare a inseguirlo. I sogni ci cullano e noi culliamo i nostri sogni: ce ne prendiamo cura, li immaginiamo, li facciamo vivere, prima nel pensiero poi nella realt\u00e0. Per trasferirli dall&#8217;aria alla terra c&#8217;\u00e8 bisogno di un elemento fondamentale e questo magico ingrediente segreto si chiama intenzione. Senza intenzione le cose ci capitano, ma \u00e8 l&#8217;intenzione che fa la rotta. Dietro alla costruzione di un sogno possiamo immaginare la stessa organizzazione necessaria a un viaggio. Nei progetti di vita l&#8217;intenzione assomiglia alla bussola che permette di tener presente l&#8217;orizzonte. Il bello (e il brutto?!) dell&#8217;esistenza \u00e8 che l&#8217;orizzonte si dipinge davanti ai nostri occhi ovunque e in qualsiasi direzione. S\u00ec, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che nella vita non si va da nessuna parte e non si arriva mai, semplicemente si vive: si sperimenta.<br>Allora, tanto pi\u00f9 importante diventa chiedersi cosa si vuole da questo viaggio: per ognuno la risposta sar\u00e0 diversa. Che cosa si \u00e8 interessati a esplorare e che cosa un giorno si vorr\u00e0 lasciare? Il cammino lo fanno i nostri passi, giorno dopo giorno. Per sognare il proprio sogno ci vuole il coraggio dell&#8217;immaginazione. \u00c8 necessario osare e osa solo chi sa alzare lo sguardo all&#8217;orizzonte. Ma \u00e8 anche necessario alzarsi e muoversi, perch\u00e9 un conto \u00e8 avere un sogno, un altro la perseveranza e il coraggio di inseguirlo, renderlo concreto, dargli forma. L&#8217;intenzione si fa con le azioni: sono i gesti, anche piccolissimi, come sassi messi in fila uno dopo l&#8217;altro, a fare la strada, anche quella pi\u00f9 lunga del mondo. Anzi, soprattutto le strade pi\u00f9 lunghe conoscono bene l&#8217;ansia del perdersi, i bivi, i momenti in cui certe diramazioni sembrano non portare a nulla. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Fa parte dell&#8217;andare: nella vita ci si perde, ci si ferma. Si ammira il tramonto e certe volte ci si sveglia piangendo, con il magone in mano, davanti a un&#8217;alba troppo difficile. Si sogna, ancora. Si immagina, nonostante tutto. Semplicemente, si cammina. Non so perch\u00e9 lo faccio, diceva Van Gogh della sua pittura: so che non posso fare a meno di farlo. I sogni sono cos\u00ec, ti costringono a guardare oltre. Oltre a tutto ci\u00f2 che \u00e8 conveniente, ragionevole, utile. Nel caldo sole della fine estate 1888 Vincent van Gogh dipinge La vendemmia. Il quadro ha i toni accesi di un arancione che sembra ardere, come accade nei giorni di bel tempo dell&#8217;autunno, quando la luce trasforma il mondo e sembra ancora pi\u00f9 forte perch\u00e9 si prende tutta l&#8217;energia della stagione che finisce. La vigna rossa sar\u00e0 l&#8217;unico quadro che Vincent van Gogh riuscir\u00e0 a vendere nella sua vita; c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra opera, di cui dice in una lettera, per cui forse ricevette un compenso. Pi\u00f9 di 900 schizzi e dipinti realizzati in dieci anni circa di attivit\u00e0 per uno, o due al massimo, quadri venduti. Successo o insuccesso? Oggi il nome van Gogh riempie i musei di tutto il mondo e nel 1998 &#8220;autoritratto senza barba&#8221; \u00e8 stato battuto all&#8217;asta per 71,5 milioni di dollari, una delle opere pi\u00f9 pagate di sempre. Ma qui non si parla di soldi, si parla di sogni. Non \u00e8 il denaro a fare il valore e lui lo sapeva, tanto da dire &#8220;Non vivo per me, ma per la generazione che verr\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">In autunno i castagneti dell&#8217; Appennino sono pieni di frutti e le foglie scricchiolano sotto le scarpe. C&#8217;\u00e8 un silenzio d&#8217;oro nei boschi, una quiete che ritempra la mente, interrotta solo dal fruscio del vento fra gli alberi. Il castagno, che per inciso in araldica \u00e8 simbolo della resistenza, qui ha soppiantato la quercia intorno all&#8217;anno Mille. \u00c8 stata Matilde di Canossa a volerlo; insieme a certi saggi monaci agronomi fece in modo che queste terre ospitassero sempre un albero che potesse servire alla gente. Per secoli il castagno, con cui si produceva una nutriente farina preziosa per tutto l&#8217;inverno, combatt\u00e9 contro la fame della gente, dai boschi emiliani della provincia di Reggio e Modena ai castagneti toscani di Castiglione in Garfagnana. Tanto che la legge proibiva di tagliare un albero di castagno o rovinare i suoi rami. A migliaia di chilometri di distanza, dall&#8217;altra parte del mare, c&#8217;\u00e8 un&#8217;isola lontana in cui accade una storia simile. In Sri Lanka l&#8217;albero del pane \u00e8 di tutti, non si pu\u00f2 possedere n\u00e9 tagliare e i suoi frutti, che vengono cucinati in mille incredibili modi, possono essere raccolti da chiunque.<br>Per secoli la fame ha spinto l&#8217;essere umano ad alzarsi e cambiare. Milioni di uomini e donne, in ogni luogo del mondo, si sono affacciati a una nuova giornata scrutando l&#8217;orizzonte: per fame, spinti dal bisogno di una vita migliore, abbiamo attraversato oceani, camminato in mezzo ai peggiori deserti, costruito navi, inventato mappe. La radice latina di &#8220;fame&#8221;, FA, secondo il vocabolario rimanda a &#8220;mancanza&#8221;, ma anche a &#8220;desiderio&#8221;. Dentro la fame c&#8217;\u00e8 anche il non accontentarsi: dietro la fame c&#8217;\u00e8 la curiosit\u00e0 di vedere come va a finire e volere un po&#8217; di pi\u00f9 da questa assurda vita, un po&#8217; di pi\u00f9 che non sia solo quello che capita per il caso, ma anche le briciole di felicit\u00e0 che osiamo conquistarci e di cui solo tu sai il prezzo, il sacrificio e la soddisfazione. Di questo dovrebbero parlare i libri di scuola: i sogni hanno mosso il mondo. Non sono solo le guerre ad aver scritto la Storia, anzi ogni guerra, chi l&#8217;ha vissuta lo sa, \u00e8 sempre e solo intralcio, una perdita incalcolabile per tutti. La Storia non \u00e8 una serie di date su conflitti e accordi di pace traditi: a guardare bene, con attenzione, ci sono passione, spirito di avventura, grandi amicizie, coraggio, tenacia, \u00e8 questo di cui sono fatte le storie.<br>Tu cosa credi di poter fare con quello che hai? Ecco, questa domanda non dovremmo lasciarla dire agli altri con ironia, ma essere noi a rispondere e con seriet\u00e0. C&#8217;\u00e8 sempre un sogno che ci guida e non importa di che genere sia: quello che importa \u00e8 continuare a lavorare per i nostri piccoli e grandi sogni, un passo dopo l&#8217;altro. A proposito, non dimentichiamo la seconda lezione della storia riportata qualche riga pi\u00f9 sopra: ci sar\u00e0 sempre qualcuno che scuoter\u00e0 la testa, a volte \u00e8 proprio fra i pi\u00f9 vicini. Anzi, spesso la persona che non crede ai nostri sogni \u00e8 la peggiore: sei tu, siamo noi. Un bel guaio. Ma va bene cos\u00ec. Perch\u00e9 se vinciamo il nostro ritegno, allora avremo vinto davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosco una persona che aveva un sogno: andare in America. L&#8217;aveva cullato da tanto quel sogno, per questo un giorno decise che doveva affrontarlo. 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