{"id":4207,"date":"2026-06-08T23:04:00","date_gmt":"2026-06-08T21:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=4207"},"modified":"2026-06-08T17:35:54","modified_gmt":"2026-06-08T15:35:54","slug":"boccassuolo-un-anno-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=4207","title":{"rendered":"BOCCASSUOLO, UN ANNO DOPO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">Il punto della situazione e un po&#8217; di chiarezza a un anno dalla frana.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:#ffffff\" class=\"has-inline-color\"><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/69Maggio2026-web.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"4158\">La LUNA <\/a><\/mark><\/strong><em><mark style=\"background-color:#ffffff\" class=\"has-inline-color\"><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/69Maggio2026-web.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"4158\"><strong>nuova<\/strong>, maggio 2026.<\/a><\/mark><\/em><\/p>\n\n\n<ul style=\"--columns: 2;--space: 0px;--min-width: 0px\" class=\"filebird-block-filebird-gallery wp-block-gallery blocks-gallery-grid columns-2 is-cropped wp-block-filebird-block-filebird-gallery\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1440\" data-src=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4206 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo1-2048x1152.jpg 2048w\" data-sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 2560px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 2560\/1440;\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"719\" data-src=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4205 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo.jpg 1280w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Boccassuolo-768x431.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1280px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1280\/719;\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n<div style=\"height:63px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><strong>Davide Bettuzzi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">A partire dal 9 marzo 2025, il crinale appenninico e il bacino del torrente Dragone sono stati interessati da una serie di perturbazioni atlantiche con abbondanti e prolungate precipitazioni che hanno determinato una progressiva saturazione dei terreni, un aumento delle pressioni interstiziali nei materiali, la riduzione della resistenza al taglio dei versanti creando le condizioni ideali per la riattivazione di corpi franosi quiescenti.<br>Il primo aprile 2025 un imponente movimento franoso si \u00e8 staccato dal monte Cantiere, con un fronte largo da 200 a 400 metri per una lunghezza di oltre 3 km, coinvolgendo un\u2019area di circa 500mila metri quadri, movimentando una massa di terreno stimata tra i 3,5 e i 5 milioni di metri cubi.<br>L\u2019area risultava gi\u00e0 storicamente interessata da fenomeni analoghi (anni 1938\u20131939), ma il nuovo evento, pur essendo nello stesso ambito territoriale, ha presentato caratteristiche morfologiche e dinamiche autonome, configurandosi come un fenomeno di nuova generazione evolutiva. L\u2019evento ha completamente distrutto o interrotto via Motrona, via Comunale La Ferrara \u2013 Centocroci (arteria strategica intercomunale), Via La Lissandra, Via Casa Felice, scalzato il ponte del Rio della Lezza e altri ponti minori, provocato interruzioni delle reti idrica ed elettrica, isolato alcune aree delle borgate di Boccassuolo, distrutto un gruppo di edifici in localit\u00e0 Le Macchiarelle. Alcuni abitanti sono stati costretti ad evacuare, abbandonando abitazioni ed attivit\u00e0 economiche, per cercare sistemazioni temporanee pi\u00f9 sicure. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Fin dalle prime fasi, il Comune di Palagano, sotto il coordinamento diretto del Sindaco e con il pieno coinvolgimento della struttura tecnica comunale (COC: Centro Operativo Comunale) si si \u00e8 attivato mobilitando uomini e mezzi di primo intervento e stanziando risorse economiche, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile, Prefettura, Vigili del Fuoco, Forze dell\u2019Ordine, Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia (area geologica, per approfondire e fare un monitoraggio costante dell\u2019evoluzione del fenomeno franoso), imprese esecutrici, comunit\u00e0 locale.<br>Questa sinergia ha consentito di affrontare una situazione di grande complessit\u00e0, mettendo in sicurezza la popolazione ed evitando conseguenze pi\u00f9 gravi sul piano umano e territoriale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">I primi interventi per garantire l&#8217;accesso ai mezzi di soccorso, la continuit\u00e0 dei servizi essenziali e i collegamenti minimi per residenti e scuolabus, finanziati dal Comune di Palagano, hanno realizzato una viabilit\u00e0 alternativa Sassorosso \u2013 Casa Abbadina (190.000 euro), una pista di cantiere su Via Motrona (120.000 euro) e i collegamenti per localit\u00e0 isolate: San Dalmaso, Roncadello, La Lissandra, La Capanna (80.000 euro).<br>A partire dall&#8217;autunno 2025 \u00e8 stato realizzato un nuovo tracciato su Via La Ferrara \u2013 Centocroci (285.000 euro), completata la viabilit\u00e0 alternativa La Lissandra\u00a0 (100.000 euro).<br>Sono previsti ulteriori interventi su Via Ferrara \u2013 Centocroci (361.520 euro), l&#8217;apertura di un passaggio pedonale in via La Lissandra nel corpo di frana (300.000 euro).<br>Si \u00e8 provveduto al ripristino rete fognaria e fossa Imhoff (200.000 euro).<br>La raccolta rifiuti (HERA) ha comportato un aumento dei costi (13.000 euro).<br>Il 30 luglio 2025 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha riconosciuto formalmente la gravit\u00e0 dell\u2019evento certificando il carattere straordinario dell&#8217;evento, legittimando l\u2019accesso a risorse e strumenti di emergenza, confermando la correttezza dell\u2019impostazione operativa adottata dagli Enti locali.<br>Nel mese di marzo 2026 il Governo ha stanziato 11.985.000 euro che si aggiungono ai 3,8 milioni assegnati precedentemente (il fabbisogno complessivo stimato per il ripristino di infrastrutture, strade e linee elettriche \u00e8 di circa 20 milioni di euro). Questi fondi sono gestiti direttamente dall&#8217;Agenzia regionale per la difesa del suolo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Fin dalle prime fasi dell&#8217;evento \u00e8 stato necessario emanare ordinanze di evacuazione per le famiglie e le persone che si trovavano in condizioni di rischio. Per i residenti che non avevano soluzione abitativa alternativa si \u00e8 provveduto ad una sistemazione in albergo e in seguito,\u00a0per scelta degli inte-ressati,\u00a0alla copertura economica per una soluzione abitativa alternativa.\u00a0<br>Il Comune ha attivato un conto corrente dedicato per raccogliere donazioni a favore di chi \u00e8 stato colpito. Un contributo diretto di 10.000 euro \u00e8 gi\u00e0 stato erogato a favore dell&#8217;Azienda Agricola La Lissandra per compensare spese e perdite di fatturato legate al periodo di isolamento. Continua la raccolta fondi che, salvo specifiche donazioni, verr\u00e0 dedicata alla copertura delle spese delle pratiche necessarie che chi \u00e8 stato colpito necessita di fare.<br>\u00c8 stata, inoltre, presentata la domanda di risarcimento danni al Dipartimento nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:21px\">Determinante \u00e8 stato il comportamento della comunit\u00e0 di Boccassuolo che ha mostrato senso di responsabilit\u00e0, di collaborazione con le istituzioni e capacit\u00e0 di adattamento: una risposta civile che ha contribuito in modo concreto alla gestione dell\u2019emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:21px\">Al termine di questa sintetica ricostruzione (tutti i dati sono verificabili e possono essere ottenuti accedendo agli appositi uffici comunali) mi sento di fare alcune considerazioni, anche in risposta a letture superficiali o a talune critiche (a volte particolarmente feroci) che non tengono conto della particolare natura dell\u2019evento e della realt\u00e0 dei fatti.<br>L\u2019evento franoso di Boccassuolo non \u00e8 stato un episodio ordinario, n\u00e9 tantomeno un fenomeno gestibile con strumenti standard o con tempistiche semplificate. Si \u00e8 trattato, come riconosciuto scientificamente, di un evento straordinario per dimensioni, complessit\u00e0 e dinamica evolutiva, inserito in un contesto geomorfologico fragile e aggravato da condizioni climatiche eccezionali. Il sostenere che si sarebbe potuto \u201cfare prima\u201d, \u201cfare diversamente\u201d o \u201cevitare determinate conseguenze\u201d senza tenere conto della complessit\u00e0 ambientale, tecnica e normativa o peggio, senza conoscere i fatti, significa non solo banalizzare una realt\u00e0 complessa, ma contribuire ad alimentare una narrazione distorta e ingiusta. Sorvolo su informazioni gravi e menzoniere dette, ma anche pubblicate sui social e diffuse dagli ormai inevitabili leoni del web che non perdono occasione di qualificarsi per quello che sono. Le scelte compiute dall\u2019Amministrazione comunale (in accordo con i diversi livelli istituzionali coinvolti) sono state guidate da un principio chiaro: la tutela della vita e della sicurezza delle persone. Sono state assunte decisioni spesso in condizioni pressanti e di incertezza, ma sempre sulla base di valutazioni condivise con gli organismi competenti seguendo indicazioni scientifiche e tecniche all&#8217;interno di norme e percorsi autorizzativi e operativi complessi, ma che permettono di utilizzare il miglior approccio possibile, senza sprecare risorse umane ed economiche.<br>Ovviamente, criticare \u00e8 legittimo, ma bisogna basarsi su dati reali, conoscenza e senso di onest\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:21px\">In conclusione, ritengo che questa vicenda abbia dimostrato che, quando le istituzioni (Comune, Regione, Stato, strutture tecniche), volontariato e comunit\u00e0 lavorano insieme, \u00e8 possibile affrontare al meglio anche le situazioni pi\u00f9 difficili. A un anno dall\u2019evento, il lavoro svolto non rappresenta un punto di arrivo, ma una base solida da cui proseguire, nella consapevolezza che la gestione del territorio montano richiede continuit\u00e0, investimenti e una visione di lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:21px\">La Bandiera \u00e8 il simbolo per eccellenza di una Nazione. Essa rappresenta perfettamente, nella sua essenza, il significato di simbolo. Simbolo significa mettere insieme (dal latino symbolum (contrassegno), dal greco s\u00f0mbolon, derivato di symb\u00e1llo (metto insieme), e la Bandiera \u00e8 il simbolo che mette insieme i valori fondanti di una comunit\u00e0 che insistendo su un territorio e parlando una stessa lingua, si riconosce come Nazione.<br>\u00e8 per tale motivo che ogni volta che in una Nazione avvengono importanti cambiamenti istituzionali, la foggia della Bandiera (inclusi anche i colori) normalmente cambia. Si \u00e8 cos\u00ec parlato nella conferenza dell&#8217;orine dei colori, verde bianco e rosso e delle strisce orizzontali del 1797 (come oggi la bandiera ungherese), a quella a strisce verticali della Repubblica Cisalpina del 1798 (come la nostra bandiera oggi), a quella romboidale della prima Repubblica Italiana del 1802 (come lo stendardo odierno del Presidente della Repubblica) fino ad arrivare all&#8217;adozione dell&#8217;attuale tricolore nel 1946. Dell&#8217;origine dei colori e dei diversi cambiamenti di foggia sono state delineate le motivazioni e il contesto storico ricordando il travagliato percorso che ha portato all`unit\u00e0 della penisola da 5 piccoli stati alla nazione odierna che comprende l\u2019intera penisola e le due isole maggiori. Si \u00e8 sottolineato che se \u00e8 noto a tutti che l\u2019Unit\u00e0 nazionale venne raggiunta il 17 marzo 1861, quando Re Vittorio Emanuele II fu proclamato Re d\u2019Italia (a quel tempo il Tricolore italiano esisteva gi\u00e0 da pi\u00f9 di settanta anni), non a tutti \u00e8 noto da quando l\u2019italianit\u00e0 esisteva. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:21px\">Prima che l\u2019Italia esistesse come nazione, esisteva l\u2019italiano, e l\u2019italiano dava senso, corpo e visione alle \u00e9lite che tale lingua parlavano. \u00e8 poco noto che per tutto il 1700 la lingua franca del Mediterraneo fu l\u2019italiano, non il dialetto di uno dei tanti Stati che componevano la penisola, ma l\u2019italiano letterario, quello che si rifaceva a Dante, Petrarca e Boccaccio.<br>Il trattato di K\u00fc\u00e7\u00fck Kaynarca tra l\u2019Impero Ottomano e la Russia, firmato il 21 luglio 1774, era redatto in turco, russo e, come lingua franca, in italiano. Ne rimane prova in una lapide commemorativa dell`evento che oggi si trova in Bulgaria nella citt\u00e0 di Kajnard\u017ea, nella provincia di Silistra (al confine Nord-Est bulgaro), dove \u00e8 scritta la seguente frase: \u201cLa Fulgida Porta promette una ferma protezione della religione christiana e delle chiese di quella\u201d. L\u2019italiano c\u2019era e c\u2019era anche il sentimento dell\u2019italianit\u00e0, sentimento espresso da letterati come l\u2019Alfieri e Ugo Foscolo, tra i pi\u00f9 famosi.<br>\u00e8 la Rivoluzione Francese che fa balenare nella mente degli entusiasti di ciascuna nazione europea l\u2019idea che il sogno della realizzazione di una Nazione (sognata in nuce nelle opere romantiche dell`epoca), sia possibile.<br>Una Nazione dove popolo, territorio e lingua siano l\u2019ideale realizzazione dell\u2019unit\u00e0 di una comunit\u00e0.<br>Ci\u00f2 avvenne anche in Italia, nella notte tra il 13 e il 14 novembre 1794 quando due giovani cospiratori di Bologna, Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis sotto l\u2019influenza di un agente segreto corso, Cristoforo Saliceti, organizzarono una insurrezione contro il Governo papale che, seppur soffocata nel sangue, vide la nascita della prima coccarda tricolore verde, bianca e rossa. Era un primo segno di individualit\u00e0 che aveva aspirazioni di nazionalismo politico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:21px\">La scelta del bianco e rosso fu legata ai colori di Bologna, mentre il verde, segno di speranza, si rifaceva al primo colore rivoluzionario della Francia alla vigilia della presa della Bastiglia, probabilmente ispirato dal Saliceti (personaggio molto legato a Napoleone e che, per conto di Napoleone, percorreva l\u2019Italia per raccogliere elementi di intelligence volti a favorire la causa francese in Italia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto della situazione e un po&#8217; di chiarezza a un anno dalla frana.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":4206,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-4207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fatti-e-misfatti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4207"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4208,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4207\/revisions\/4208"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}