{"id":1358,"date":"2021-02-14T22:07:00","date_gmt":"2021-02-14T21:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=1358"},"modified":"2026-02-24T22:11:49","modified_gmt":"2026-02-24T21:11:49","slug":"avrei-bisogno-di-consigliarmi-con-cavour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luna-nuova.it\/?p=1358","title":{"rendered":"AVREI BISOGNO DI CONSIGLIARMI CON CAVOUR&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#944a15\" class=\"has-inline-color\"><strong>TERZA PAGINA<\/strong><\/mark><\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"740\" data-src=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-644 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 800px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 800\/740;width:296px;height:auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica.webp 800w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica-300x278.webp 300w, https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MacchinaDaScivereAntica-768x710.webp 768w\" data-sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/58febbraio2021-WEB.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"586\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">La LUNA<\/mark><\/a><\/strong><em><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/58febbraio2021-WEB.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"586\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><\/mark><\/strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>nuova<\/strong><\/mark><\/em><\/a><\/em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><a href=\"https:\/\/www.luna-nuova.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/58febbraio2021-WEB.pdf\" data-type=\"attachment\" data-id=\"586\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">, febbraio 2021<\/a><\/mark><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><strong>Andrea Fratti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">In questo periodo mi capita spesso di pensare a Cavour. S\u00ec, a quel Camillo Benso conte di\u2026 Chiss\u00e0 cosa farebbe lui nella situazione attuale? Cosa penserebbe di un\u2019Italia che vive di emergenze e che, non sapendo lavorare seriamente in modo preventivo sul territorio, ha affogato le possibilit\u00e0 d\u2019azione in un mare di apatia cronica e in oceani di burocrazia? Come giudicherebbe un Paese che si muove solo dopo che i problemi sono scoppiati, vuoi un terremoto, il crollo di un ponte, un allagamento o un\u2019epidemia?<br>Sarebbe deluso e, forse, rimpiangerebbe perfino di aver lottato tanto per l\u2019unificazione nazionale.<br>Cavour era un uomo deciso, sicuro di s\u00e9, nervoso, anche arrogante e presuntuoso, lo si capisce dalle sue azioni pubbliche, ma anche dalle sue lettere private e pagherei oro perch\u00e9 commentasse con quel suo italiano zoppiccante o, meglio, con quel suo francese pi\u00f9 sicuro, il calderone politico nostrano, i suoi buffi interpreti e le loro strampalate decisioni. \u201cEvitate gli spostamenti, ma usate il bonus vacanze. Evitate i sovraffollamenti natalizi, ma sfruttate il cashback. Non potete stare nei ristoranti a cena, ma potete stare fino alle 22 in feste casalinghe prive del minimo controllo. A scuola tenete le distanze, ma andate e tornate su bus colmi. Servono mascherine, strumenti per igienizzare l\u2019aria e la riduzione degli studenti per aula, ma fatevi bastare i banchi con le rotelle\u201d. Parbleu, mi sembra di sentire anche ora gli improperi nella lingua d\u2019oltralpe.<br>Cavour rappresentava una scena politica molto diversa da quella attuale, alla quale potevano accedere solo poche persone, aristocratiche, ricche, circoscritte in una ristrettissima \u00e9lite. E lui ne era un esempio fulgido: membro di una delle pi\u00f9 antiche famiglie piemontesi, tenuto a battesimo dal principe e governatore del Piemonte, Camillo Borghese, e dalla sorella di Napoleone, ovvero Paolina Bonaparte; era talmente ricco da potersi permettere da ragazzo di perdere in un investimento una cifra paragonabile a 500 mila euro, avvisando cortesemente suo padre di saldare il conto. Cavour era per nascita un privilegiato, ma poi si era formato: accademia militare, studi, svariate pubblicazioni saggistiche di economia, viaggi, amore per il mondo inglese, attenta analisi politica, idee riformiste all\u2019avanguardia che lo distinguevano dalle posizioni tipiche della sua classe sociale. Non \u00e8 un caso che sia diventato uno dei politici pi\u00f9 competenti della storia italiana. Talmente competente da sfidare il parlamento, da litigare con il re in persona, tanto competente da essere lungimirante, pi\u00f9 del re di Francia, pi\u00f9 del sovrano italiano, pi\u00f9 di tutti al suo tempo. Oggi spiccherebbe a tal punto nella scena attuale, che sembrerebbe un marziano. E io mi chiedo: come mai?<br>Rifiutando l\u2019idea di un imbarbarimento del popolo italico, come \u00e8 possibile che la classe politica ci appaia sempre peggiore? \u00c8 una nostra sensazione, dovuta al fatto che idealizziamo il passato e demonizziamo il presente? O ha effettivamente basi oggettive? Forse sbagliamo nell\u2019analizzare il problema: invece di fare le pulci ai rappresentanti politici, varrebbe la pena prima esaminare chi ha dato loro appoggio e consenso. Se ci sono alla guida persone poco competenti significa che gli elettori lo sono ancora pi\u00f9 oppure che lo stesso nostro sistema democratico ha delle falle. \u00c8 inevitabile. Forse il potere del voto \u00e8 decisamente sproporzionato alle capacit\u00e0 di persone che non si preparano, non studiano, non leggono, non conoscono e che diventano facili vittime di raggiri. \u00c8 paradossale riscontrare come oggi ogni settore sia altamente professionalizzato: servono titoli e corsi per poter fare qualsiasi cosa e, nel momento del bisogno, ognuno di noi pretende di essere assistito dallo specialista migliore su piazza. D\u2019altronde, se ho male a un occhio, voglio l\u2019oculista pi\u00f9 in gamba della terra e non chiamo il fabbro per una visita. Eppure, quando si parla di politica, il ragionamento non sembra valere.<br>Ma, se non siamo capaci di gestire un potere, perch\u00e9 continuare ad averlo? Togliere la politica dalle mani di una ristretta cerchia di privilegiati \u00e8 stata certamente un\u2019enorme conquista democratica e nella lotta ai diritti, ma, alla luce di oggi, non \u00e8 stata anche un\u2019azzardata scommessa? Nel 1912, Giovanni Giolitti ha introdotto per la prima volta in Italia il suffragio universale maschile, ma i rischi erano gi\u00e0 chiari, infatti esistevano delle \u201cclausole\u201d: potevano votare gli uomini dai 21 anni solo se alfabetizzati, mentre gli analfabeti iniziavano dai 30 anni in poi. Fin dall\u2019origine, cio\u00e8, il suffragio \u00e8 stato vincolato alla formazione, ma mentre tutti i settori del mondo hanno poi continuato sulla linea della preparazione e professionalizzazione, aumentando le richieste e i titoli e le certificazioni (fin all\u2019eccesso, a dirla tutta), per essere un elettore le competenze sono rimaste basilari. Sar\u00e0 una svista casuale?<br>La sensazione \u00e8 che avere elettori impreparati e ignoranti sia una dannazione che nessun paese dovrebbe meritare. Si parla tanto di democrazia diretta, di voti online, ma bisognerebbe interrogarsi sul concetto stesso di democrazia, sulla forza reale che detengono gli elettori e sulle loro effettive capacit\u00e0 in quanto tali. La discussione non andrebbe aperta per rovinare verso disastrose forme autoritarie, ma per valutare le competenze di chi si occupa della cosa pubblica.<br>Chiss\u00e0 se un\u2019oligarchia illuminata alla Voltaire andrebbe meglio?<br>Chiss\u00e0, se davvero non si potrebbero fare proposte o interventi diversi? Il presente \u00e8 proprio cos\u00ec immutabile?<br>Di certo, avremmo un gran bisogno di Cavour, ma la realt\u00e0 \u00e8 che oggi il politico piemontese non verrebbe mai votato e nessuno lo sosterrebbe mai. Perch\u00e9? Perch\u00e9 ha l\u2019accento francese, perch\u00e9 \u00e8 poco simpatico, perch\u00e9 fa poche promesse, perch\u00e9 \u00e8 un riccone, perch\u00e9 usa paroloni, perch\u00e9 \u00e8 un quattrocchi.anendo in piena vista, \u00e8 ancora ammantata da un\u2019aura di segretezza.<br>Gi\u00e0 nel pensiero antico, la conoscenza del nome garantiva una sorta di potere: Giacobbe lotta con l\u2019angelo per scoprirne l\u2019identit\u00e0, Adamo ha il primo compito di \u201cbattezzare\u201d animali e uccelli, nei comandamenti diventa addirittura esplicito il divieto di utilizzare il nome divino. E se la religione si pone come rivelazione, tocca alla biologia riconoscere che chiamare per nome costituisce una facolt\u00e0 prettamente umana, capace di segnalare un passaggio decisivo nella crescita del bambino, proiettandolo verso un progressivo controllo sul mondo che lo circonda. Dal momento in cui iniziamo a conoscere i nomi, in qualche modo possediamo, perch\u00e9 riconosciamo una sorta di essenza che distingue e separa, che ci permette di catalogare, classificare e suddividere.<br>Questo lungo preambolo non serve a riconoscere la giusta dignit\u00e0 alla tassonomia (ovvero \u201clo studio teorico della classificazione, attraverso la definizione esatta dei princip\u00ee, delle procedure e delle norme che la regolano\u201d, come riporta la Treccani), ma consente di affacciarci sulla grandiosa capacit\u00e0 che, lungo questi secoli di storia, abbiamo affinato nel nominare, incasellare e normare ogni minimo aspetto.<br>Oggi esistono nomi per tutto e, ancora meglio, abbiamo regole e sistemi per crearne di nuovi di fronte alle varie evenienze e novit\u00e0, includendo e allargando, vagliando e aggiustando un patrimonio linguistico sconfinato e apparentemente destinato a un\u2019ideale perfezione. Abbiamo tutto l\u2019occorrente per chiamare le cose con il giusto termine, oltretutto facendo leva su quadri normativi stringenti. Eppure\u2026 anche le maglie soffocanti di tali regole non possono contenere una variabile imprevedibile, che si nasconde non nel sistema di nomenclatura, ma nel soggetto che ne dispone. Gli uomini, infatti, per una lunga sequela di fattori, entrano in difficolt\u00e0 e si ribellano alle regole che loro stessi hanno creato. \u00c8 cos\u00ec che finiscono le parole nei momenti meno opportuni: le dimentichiamo o, pi\u00f9 spesso, ci rifiutiamo di utilizzarle. Pu\u00f2 capitare, ad esempio, che davanti a certe evidenze indubitabili e indiscutibili, passiamo giornate intere a interrogarci, tentennare, balbettare e discutere su un termine che, invece, sarebbe ovvio. Anni interi per dare una definizione, per riconoscere un nome, che come sempre arriver\u00e0 fuori tempo massimo, quando non potr\u00e0 pi\u00f9 avere l\u2019effetto sperato.<br>Ma forse, anche questa paralisi linguistica inattesa e sorprendente \u00e8 una propriet\u00e0 della specie umana. Probabilmente, davanti a cose troppo grandi, torniamo inconsapevolmente bambini, ingannandoci che sigillare la bocca equivalga a non riconoscere e a non accettare. Capita spesso davanti a ci\u00f2 che \u00e8 cos\u00ec grande che pare travolgerci, nel bene e nel male. D\u2019altronde, se anche la maestria di Dante Alighieri nulla ha potuto al cospetto della somma bellezza divina, accettando come \u201cTrasumanar significar per verba \/ non si poria\u201d, chi siamo noi per fare meglio? E se per Rainer Maria Rilke \u201cLe cose pi\u00f9 profonde non si possono dire\u201d, se per Virginia Woolf a volte \u201cLa bellezza \u00e8 cos\u00ec forte che non la si pu\u00f2 dire\u201d, se per Joseph Conrad il male assoluto si arresta ad \u201corrore\u201d e se per Primo Levi \u201cCi\u00f2 che \u00e8 accaduto, ora che \u00e8 accaduto, \u00e8 in qual modo indicibile\u201d, chi siamo noi per mirare oltre?<br>Accettiamo quindi che, davanti ad alcuni aspetti straordinariamente alti o incredibilmente vili, siamo miseramente destinati a rimanere muti. Riconosciamolo pure questo limite e inseriamolo all\u2019interno di una lunga lista. Eppure, davanti al sangue, all\u2019odio, alla distruzione, al genocidio, rimane la vaga sensazione che non chiamare per nome non dipenda da un ostacolo congenito e insormontabile, ma dalla ferma volont\u00e0 di trincerarci in uno stadio infantile che pare proteggerci, ma che invece ci condanna inesorabilmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo periodo mi capita spesso di pensare a Cavour. 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