News - Avvenimenti da Palagano e dintorni


Fonte: la luna nuova, ottobre 2011 (numero 38)

 

DALL'AFRICA ALL'APPENNINO

MONTEFIORINO OSPITA DUE RIFUGIATI

 

di Laura Bettuzzi e Paolo Gualandi


Da agosto, sono presenti a Montefiorino due dei rifugiati politici arrivati a Lampedusa dalla Libia. Abbiamo intervistato il sindaco Gualmini che ha illustrato la situazione. Di provenienza nigeriana, si sono trovati in Libia allo scoppio della rivoluzione e si sono imbarcati per Lampedusa. Da qui trasferiti a Carpi e poi a Montefiorino, affidati al comune dalla Protezione civile con un rimborso spese (vitto e alloggio) di 40 euro al giorno. La scelta di accoglierne due (e non di più come avevano proposto al comune) è dettata dal fatto che nel paese non sono presenti le strutture adatte e il necessario per seguire adeguatamente più di due persone. Inizialmente sono stati ospitati nell'ostello del campo sportivo e successivamente in un appartamento del Residence K2 in centro del paese, per evitare di tenerli isolati dalla comunità. C'è stato un tentativo di inserirli in ambiente lavorativo "sfruttando la legge del buonsenso", ma sono insorti vincoli legali ed è stata loro proposta un'attività di volontariato. Inizialmente accolta, hanno svolto il lavoro di imbianchini, ma poi hanno deciso di terminare questa attività, sia per allinearsi "a malincuore, perché riteniamo sia stato peggio per loro e anche per il paese" agli altri comuni, sia per volere dei rifugiati. Il sindaco riferisce che "questo ha creato una frattura nei rapporti con il paese e con l’amministrazione. Fare volontariato deve essere una loro scelta, abbiamo parlato anche con Provincia e Regione e queste sono le regole". Alla domanda "quali sono le prospettive per il loro futuro?" il sindaco risponde: "Devono rassegnarsi a rimanere in Italia come rifugiati politici e cercare di inserirsi. Probabilmente un paese di montagna è più adatto a famiglie. Essendo due giovani di ventitre anni e ritrovandosi in un luogo senza propri connazionali, o comunque qualcuno che abbia condiviso le loro esperienze, sentono il bisogno di trasferirsi in qualche grande città. Per questo hanno già avanzato la richiesta di andare a Torino da un cugino, ma per tre mesi devono rimanere a Montefiorino, poi si vedrà. Intanto si sta cercando un corso di italiano a Sassuolo (studiando il sistema di trasporto tramite corriera) per aumentare le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro in aziende locali una volta terminato lo status di rifugiati politici e ottenuto il permesso di soggiorno. Per questo siamo già andati in questura."

Subito dopo l’intervista con il sindaco Gualmini siamo andati a fare visita ai due rifugiati. A dire il vero l’incontro non è stato proprio entusiasmante. L’impressione è stata quella di avere di fronte persone senza una prospettiva riguardo al proprio futuro e, peggio, nemmeno una grande preoccupazione in merito. Non hanno mostrato nemmeno particolare entusiasmo verso la possibilità di svolgere la formazione proposta. Anche con noi hanno manifestato fermamente il desiderio di ricongiungersi con un cugino in Piemonte non appena possibile. È parsa evidente la nostalgia della comunità nigeriana e il non sentirsi a proprio agio nella realtà di un piccolo paese con pochi giovani. A nostro parerr è parso di parlare con persone che vivono alla giornata, tuttavia è difficile dare giudizi quando le culture a confronto sono separate da un abisso.

 


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