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"Sopra le nuvole": la gente non deve dimenticare...

 

La locandina del film e il regista Mario Monicelli con Sabrina Guigli e Riccardo Stefani

 

 

di Sabrina Guigli


Grazie a tutte le persone che sono arrivate fino a Sassuolo, Modena, Reggio Emilia, Fontanaluccia… per vedere il nostro film "Sopra le Nuvole" e quando diciamo "nostro" intendiamo di tutta la montagna. Avremmo voluto nominare ogni singola persona, così come li abbiamo nella nostra memoria, ma in 90 minuti questo non è possibile, purtroppo!

Ci teniamo a sottolineare che il nostro non è un documentario, ma un intrecciarsi di episodi di vita vera, di storie, di sentimenti, di tradizioni, di amore per questa terra volendo ricordare due eccidi troppo spesso dimenticati. Non bisogna andare a vederlo con il cronometro calcolando quanti minuti si parla di Monchio e quanti di Cervarolo; occorre andarci solamente con la voglia di fare un tuffo nel passato, per lasciarsi trasportare in una intera vallata e lasciarsi commuovere, sorridere e riflettere su ciò che è accaduto.

Di cosa parla il nostro film? Il 18 marzo del 1944 vennero barbaramente uccisi, a Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero (Palagano, Modena), 131 civili, tra cui donne e bambini. Due giorni dopo, per mano della stessa compagnia tedesca dell'Hermann Goering, subirono la stessa sorte, a Cervarolo (Villa Minozzo, Reggio Emilia) 24 uomini, compreso il parroco. Oggi siamo testimoni di altre guerre, altre stragi, altre sofferenze in un mondo che non sembra avere imparato dal passato. La guerra è sempre uguale: non è quella dei potenti, dei capi di stato, dei generali, ma soprattutto, è quella della gente comune che deve subire inerme e indifesa, purtroppo sempre attuale.

Il lungometraggio vuole rievocare i tragici avvenimenti del 1944, presentandoli in una cornice di storie vere, visti con gli occhi della gente che li ha dovuti subire. Persone che vivevano una vita povera, ma dignitosa: il lavoro nei campi, il matrimonio, la nascita dei figli, le feste di paese... e poi, in un attimo di follia, la fine.

Oltre a essere stato presentato al film festival internazionale di Shanghai (Cina) nel giugno 2008 e aver fatto conoscere la nostra terra fino alla muraglia cinese, l'onore più grande è stata l'intervista al grande regista e maestro Mario Monicelli (Leone d'oro per "La grande guerra", regista di "Il marchese del Grillo", i film di Toto', "Amici Miei"...) che ha commentato: "...trattare certi stati d'animo, certi argomenti con quella sobrietà è molto raro oggi... è la bellezza la qualità del film... un film che va visto, un film che è una poesia...".

Al Cinema Carani di Sassuolo tre serate con 800 persone (tutto esaurito): era dal tempo di "Titanic" che non succedeva! Forse è la voglia della semplicità, forse di conoscere la storia delle nostre montagne o forse semplice curiosità ma è stata un'emozione unica. (sg)

Info: www.nellenuvole.it

 

 

Alcuni commenti

"...siete riusciti a rendere l'idea di quel mondo che oggi ci sembra tanto lontano senza andare a toccare la politica. Molti della mia famiglia sono morti a Monchio il 18 marzo del '44. Vi ringrazio per il garbo con cui avete trattato l'argomento..."

"Ho trovato il vostro film a dir poco straordinario! Mi ha colpito e ha lasciato qualcosa dentro di me! Ho sempre sentito raccontare storie di guerra e sopravvivenza dai miei nonni, ma vederlo è una cosa diversa! E' un film che ti coinvolge in prima persona e non riesci a staccare gli occhi dallo schermo, tanto è interessante la storia riprodotta che hanno vissuto i nostri nonni, non tanti anni fa... e per di più nelle nostre zone".

"Questa mattina ho assistito alla proiezione del vostro film e ne sono rimasta talmente colpita da non poter fare a meno di scrivere… Questo film ha provocato in me moltissime emozioni diverse, dall'inevitabile commozione, alle sensazioni di familiarità e calore trasmesse dall'ambientazione; dallo sgomento che sempre accompagna i tragici eventi del passato, alla sorpresa nel ritrovare una forte vicinanza culturale ai protagonisti. Nei personaggi, nelle scene di vita quotidiana non potevo che ritrovare quei frammenti di racconti dei miei nonni che conservo nel mio cuore, di ritrovarli come li avevo immaginati, insieme a quei sentimenti che sono patrimonio di ogni generazione e che non devono mai essere dimenticati".

 


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