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La stazione di trasferimento dei rifiuti a Savoniero
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Nel numero precedente abbiamo affrontato il tema della
Stazione di trasferimento dei rifiuti spiegando le motivazioni che hanno portato
alla decisione di realizzare una struttura di questo tipo, il suo funzionamento,
la decisione di realizzarla nella zona artigianale di Palagano, la nascita di un
Comitato spontaneo promotore di una petizione popolare e le varie vicende
succedutesi. Nella seduta del Consiglio della Comunità Montana del 16 aprile
scorso a Palagano nel Teatro Comunale, aperta al pubblico, si è convenuto di non
realizzare la stazione di trasbordo a Palagano capoluogo ma in un'area nei
pressi del ponte di Savoniero sul torrente Dragone. In poco tempo si è
costituito un nuovo comitato "Ponte Savoniero-Vitriola" che si oppone con forza
alla costruzione della stazione in quel luogo.
Il Comitato ha promosso una petizione popolare di cui pubblichiamo il testo. Ha
inoltre aperto un sito internet dove vengono pubblicati diversi documenti oltre
che i numerosi comunicati stampa del comitato stesso e a cui rimandiamo chi
volesse saperne di più:
www.vallatadeldragone.it.
Il testo della petizione del Comitato Ponte
Savoniero-Vitriola
I sottoscritti cittadini contribuenti e votanti, residenti nel territorio della
Comunità Montana Appennino Modena Ovest ed i cittadini a valle che temono per
l'incolumità degli acquiferi, seriamente preoccupati ed allarmati per la volontà
degli Amministratori locali di costruire in tempi brevissimi una stazione per il
trasbordo dei rifiuti solidi urbani in località Ponte di Savoniero in comune di
Palagano (Modena), a pochissimi metri dal torrente Dragone, nella quale
confluiranno i camion per la raccolta dei rifiuti provenienti da tutto il
territorio della Comunità Montana Appennino Modena Ovest, per poi essere
scaricati su un tir che li confluirà all'inceneritore Hera di Modena.
Con la presente sottoscrizione intendono protestare e dichiarare la propria
completa contrarietà alla costruzione di tale struttura nel luogo indicato per
le seguenti motivazioni:
1) Perché a pochissimi metri da un importante torrente che impone il nome a
tutta la Val Dragone, con il rischio grave d'inquinamento delle sue acque.
2) Perché è a ridosso e a valle del fosso della Borra, corso d'acqua che, specie
in certi periodi dell'anno, è impetuoso e soggetto all'esondazione, per cui la
zona indicata è alluvionale.
3) Perché è zona ad alto rischio ambientale come si evidenzia dalla relazione
geologica sottoscritta dagli esperti che hanno studiato il sito.
4) Perché tale zona non è sufficientemente lontana dalle abitazioni civili.
5) Perché sarebbe l'ennesima, vergognosa e colpevole cementificazione e
distruzione di un territorio ancora incontaminato e protetto da vincoli
ambientali.
6) Perché tale struttura provocherà gravi situazioni di carattere
igienico-sanitario con uno stravolgimento dell'habitat naturale.
7) Perché sia nel comune di Palagano, sia negli altri comuni interessati
esistono già luoghi purtroppo compromessi, come ad esempio: zone artigianali, ex
porcilaie fatiscenti e dismesse da anni, ex ceseifici ed ex stalloni in
abbandono, come pure esiste già un'isola ecologica in località Fiaborra, che
sarebbe veramente intelligente considerare e distante solo sette minuti dal
luogo che si vuole imporre. Quest'isola ecologica potrebbe essere migliorata e
potenziata oltre che adeguata alla necessità per il trasbordo dei rifiuti sul
tir che li porterà all'inceneritore. Nel luogo appena descritto un custode potrà
garantire ordine, pulizia ed igiene.
8) Perché questa struttura deve essere insediata proprio nel comune di Palagano?
A chi giova? Vogliamo saperlo!
9) Perché imporre una tale bruttura senza nemmeno informare preventivamente ed
adeguatamente la popolazione interessata? E' forse questo un nuovo modo di
amministrare?
10) Perché pagare (come sembra) quel terreno una cifra oltre dodici volte il suo
reale valore? Non sarebbe opportuno spendere gli euro dell'Unione Europea in
maniera più oculata, trasparente e corretta?
Il buonsenso di chi amministra deve assolutamente impedire che una vasta
cementificazione distrugga irreparabilmente una zona incontaminata e ad alto
rischio ambientale come quella adiacente il ponte sul torrente Dragone a
Savoniero nel comune di Palagano, provincia di Modena, pur essendoci tante altre
soluzioni meno impattanti come da noi più sopra suggerito. Per questi ed altri
motivi documentati e validi chiediamo con forza alle Autorità in indirizzo
d'impegnarsi affinché sia immediatamente ripensato il luogo dove costruire la
suddetta struttura. I cittadini sottoscritti, costituitisi in Comitato,
assicurano che useranno tutte le azioni legali possibili per impedire tale
progetto.
Rimaniamo a disposizione per presentare idonea ed ulteriore documentazione e per
fornire informazioni o chiarimenti in merito.
Comitato Ponte di Savoniero e Vitriola
Riferimento: Roberto Tincani
Precisazioni di Yuri Costi (presidente della Comunità Montana Modena Ovest)
Il tema della stazione di trasferimento rifiuti di Savoniero
ha sollevato in questi mesi un ampio dibattito, talvolta surriscaldando
eccessivamente il clima. Mi pare doveroso precisare alcune questioni che credo
essere di rilevante importanza. Innanzi tutto sulla tipologia dell'impianto: non
è un'isola ecologica, non è un compattatore come erroneamente molte persone
credono, tantomeno una discarica. Si tratta precisamente di una stazione di
trasferimento di rifiuti solidi urbani. In buona sostanza una rampa provvista di
tramoggia in cui i camion per la raccolta di R.S.U.dei tre comuni trasferiscono
appunto i rifiuti in un veicolo di maggiori dimensioni, che una volta pieno
porta il carico all'inceneritore di Modena per poi tornare vuoto. Nell'area non
sono previste altre operazioni che riguardino i rifiuti nè è previsto diventi
zona di sosta per cassonetti o quant'altro.
Un'altra precisazione doverosa riguarda i rischi igienico sanitari: è totalmente
priva di fondamento l'ipotesi di rischio inquinamento per il torrente o per le
falde; il piazzale verrà ogni volta pulito e lavato, per le acque del lavaggio è
previsto un impianto di depurazione così come indicato dalla legge. Il camion al
ritorno dall'inceneritore sarà di volta in volta anch'esso pulito; sarà presente
un'addetto che avrà il compito di tenere pulito il piazzale e di avere cura che
nessun rifiuto rimanga nell'area.
Per quanto riguarda le spese, il costo complessivo dell'opera è di 360.000 €
coperti per il 70% da un finanziamento europeo (Obiettivo 2) per una cifra
quindi pari a 252.000 €. La restante somma di 108.000 € sarà coperta dalla
comunità montana tramite un mutuo. Per entrare maggiormente nel dettaglio
l'importo è così suddiviso: 205.000 € vanno per la realizzazione della rampa e
del piazzale di manovra; i lavori verranno assegnati tramite gara ad evidenza
pubblica e non come erroneamente detto da qualche male informato tramite
trattativa privata. Altri 99.000 € andranno per l'acquisto di materiale ad
elevata tecnologia e questo avverrà dopo che l'ufficio tecnico della Comunità
Montana avrà effettuato un'approfondita indagine conoscitiva. La cifra restante
andrà a coprire diverse spese tecniche, la progettazione ed i costi per la
sicurezza. Ai 360.000 € per la realizzazione dell'opera vanno aggiunti i 50.000
€ per l'acquisto del terreno, anch' essi coperti con un mutuo aperto dalla
comunità montana con una compartecipazione ancora da definire della Provincia di
Modena. Per quanto riguarda il percorso che ha portato all'individuazione
dell'area la Comunità montana si è già espressa al riguardo, ma ci tengo a
rilevare nuovamente che quando, investita del problema, l'Amministrazione
comunitaria ha promosso una seduta di Consiglio aperta ai sindaci, ha attivato
un tavolo con tutti i rappresentanti politici, ha promosso un consiglio aperto
ai cittadini, in cui tra l'altro è stata proposta ed ampiamente condivisa l'area
di Savoniero. Successivamente alla nascita del comitato, il sottoscritto insieme
al tecnico responsabile ha incontrato per ben due volte i rappresentanti del
suddetto comitato, ha recepito alcune domande che sono poi finite nel progetto
esecutivo approvato il 12 luglio e si è impegnato a mantenere il dialogo sulle
questioni più dirimenti della stazione, gestione compresa. Non c'è stata quindi
alcuna prevaricazione nei confronti di nessuno, i fatti lo stanno a dimostrare,
i cittadini sono stati ascoltati e le istanze portate avanti di volta in volta
tenute in considerazione. Compito della Pubblica amministrazione è appunto
quello di scegliere nell'interesse generale; se prevale la logica del "non nel
mio cortile" si apre una spirale che non porta a nessuna soluzione ed aggrava il
problema. Il tema dei rifiuti è estremamente delicato, tocca nervi scoperti e
credo che ogni cittadino e l'amministrazione pubblica debbano farsi carico del
problema. Occorre aumentare la raccolta differenziata, perchè questo vuol dire
meno rifiuti da destinare in discarica o all'inceneritore e maggiore opportunità
di riciclo. I comuni della comunità Montana a parte Prignano che negli ultimi
mesi ha superato il 40% di raccolta differenziata, sono al 24% circa, con un
aumento nell'ultimo anno di circa il 3%; tutti comunque ben al di sotto della
soglia del 55% prevista nel Piano Provinciale per la gestione dei Rifiuti.
Occorre quindi uno sforzo maggiore di tutti per raggiungere entro il 2009 tale
obiettivo. La Comunità Montana sarà in prima fila e già dall'autunno si farà
promotrice, in collaborazione con le amministrazioni comunali, i gestori ed i
cittadini, di un tavolo di discussione che abbia come tema la produzione dei
rifiuti, la raccolta differenziata e la gestione del servizio rifiuti; il tavolo
dovrà essere uno spazio aperto, in cui ogni cittadino potrà intervenire e
proporre nuove soluzioni. La vicenda della stazione di trasferimento ha
rappresentato un'opportunità per aprire un dibattito su un problema serio, credo
che tutti noi come cittadini non possiamo lasciarci sfuggire quest'occasione di
confronto, che potrà portare a soluzioni ampiamente condivise ed innovative.