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Boccassuolo: "Gli antichi mestieri"

di Gabriele Monti


Chi fosse capitato sabato 19 agosto a Boccassuolo, avrebbe avuto l'impressione di essere ritornato indietro nel tempo di almeno 50 anni.
Una grande trebbiatrice azionata mediante un sistema di cinghie, da una macchina a vapore, era la prima “cosa” che attirava l'attenzione, anche per il fracasso che faceva... eppoi una pira di legna da cui saliva un fumo acre che riempiva l'aria (la carbonara per produrre il carbone), gli scalpellini che lavoravano la pietra, le donne che lavavano i panni alla fontana usando come detersivo la cenere e l'acqua calda, uomini che mungevano a mano le mucche, che impagliavano sedie, donne che ricamavano il proprio corredo, come usava una volta quando ci si preparava al matrimonio: insomma sembrava di essere capitati in un altro mondo.
Ed in effetti era un altro mondo, un mondo ormai scomparso, che rimane solamente nella memoria di coloro che hanno praticato quelle attività e faticato con quei rudimentali strumenti; ora questo mondo è stato sostituito dalle moderne tecnologie, ma la sua rievocazione ha voluto essere una celebrazione delle usanze e dell'identità storica di quell'epoca.
Tutto il paese di Boccassuolo, come è sua abitudine, ha contribuito alla realizzazione della manifestazione “Gli antichi mestieri”, non deludendo le aspettative dei tantissimi visitatori, turisti e gente locale, venuti da tutte le località e vallate limitrofe; inoltre non si è limitato alla rappresentazione pura dei mestieri, ma ha ricreato anche l'atmosfera che si respirava in quei momenti di lavoro e di gioia rievocando il matrimonio di una volta con i balli tradizionali e le fasi del corteggiamento, il tutto accompagnato dai versi della poesia “Nostalgia dell'emigrante”, di Luigi Pacchiarini, dedicata a tutti coloro che lasciavano la famiglia, la donna amata, il paese, per andare a cercare lavoro e fortuna per il mondo.


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