News - Avvenimenti da Palagano e dintorni

"Fort Apache" libro di un autore... quasi palaganese

 

 

 

di Silvano Braglia


Quando ho letto il libro del dott. Catellani, mi sono confrontato con la mia coscienza ed ho riflettuto su tanti discorsi ironici e sulle risate che spesso anch'io ho fatto sulle persone ritenute "diverse", uomini che a volte fanno delle stramberie e che comunemente noi definiamo "gente che non è un chilo esatto", gente alla quale "manca qualche tavola in soffitta" oppure che è "priva di un qualche venerdì del mese". Quasi tutti noi, purtroppo, nei confronti degli ammalati di mente assumiamo degli atteggiamenti particolari: a volte siamo pervasi da un senso di compassione e da un buonismo gratuito... poverini... che disgrazia hanno avuto... poveri genitori... dove lo metteranno? Altre volte ci coglie un senso di paura... e se poi diventano violenti?... hai visto che sguardo?... li ho sentiti parlare da soli. A questo punto risolviamo il problema in modo estremamente superficiale e dettiamo le ricette... ma che cosa fanno le istituzioni?... hanno chiuso i manicomi... tutta colpa della legge Basaglia... che cosa fanno tutto il giorno quelli del Simap?... Leggendo il libro di Catellani mi sono reso conto di quanto sia distorta la mia visione del problema e mi sono posto finalmente dei quesiti su questa piaga drammatica della nostra società: troppo spesso il "malato mentale" viene imbottito di psicofarmaci perchè non "disturbi", non crei problemi allo "status sociale" e al nostro quieto modo di vivere. Dietro al volto inebetito dai tranquillanti, dietro lo sguardo sperduto di un "diverso" si nasconde una persona umana con un'infinità di problematiche: spesso quelle che noi definiamo "persone strane" mascherano delle paure e dei drammi inimmaginabili, a volte sono assillate da incubi o sentono delle voci che li perseguitano fino all'estrema follia o li spingono a compiere gesti inconsulti. E' chiaro che non ci si può nascondere dietro ad un dito e non porsi il problema, tuttavia non possiamo continuare a nutrire una moltitudine di pregiudizi nei confronti degli ammalati psichiatrici. Catellani dice che il malato non è solo un caso clinico o una sterile cartella da inserire in un casellario di archivio, ma è una persona con sentimenti umani, con relazioni personali e con un'infinità di sfacettature; nel suo libro ci presenta dei personaggi indimenticabili come Omar, Ivan, Eva ecc. gente che al di là delle apparenze, ha una ricchezza interiore incredibile. Alla luce di quello che ho letto, se non fosse per fare della troppo facile ironia, mi verrebbe da esclamare: E' proprio vero che non tutti i matti sono a Reggio... e neppure a Palagano!

Vorrei concludere con alcune citazioni del dott. Catellani: "L'uomo comprende l'uomo, ma solo perifericamente" (Droysen);

"Per quanto a lungo viaggerai, i confini dell'anima non potrai scoprirli, tanto è profondo il logos che le è proprio" (Eraclio); "Alcune persone hanno sentimenti più intensi di altre ed alcune sentono delle cose che altri non percepiscono; è questo che provoca l'isolamento, la sensazione di essere separati dagli altri, differenti" (Cornwelt).


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